Populisti e zero a zero. Sinner, la Serie A e l’illusione della gloria nazionale
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10/22/2025

Il nostro provincialismo straccione, anzi sovranista, va sputando da due giorni titoloni e insulti contro Sinner e la sua legittima scelta di non partecipare alla Coppa Davis (l’ha già fatta vincere all’Italia due volte: che altro vogliono?). Ma il senso è chiaro: la Davis è oggi periferia del tennis, un’area interna depressa, una Rieti del tennis. Se sei un campione devi emigrare e lavorare dove conta davvero. C’è un’altra vetta ammorbante di provincialismo, applicato al calcio: il presunto scandalo per i pochi gol in serie A.
A parte che da Annibale Frossi a Giuàn Brera lo zero a zero era il “risultato perfetto”, il prodotto di sapienza tecnica e tattica, il calcio come gli scacchi, i piagnoni dei pochi gol che offendono l’Italia dovrebbero sapere che i gol ormai sono la negazione della partita: sono le clip di Instagram che incantano i ragazzini, durata d’attenzione 15 secondi e comprensione del calcio zero. Poi si lamentano che non nascono più i campioni. Ps. Grande emozione da “valori veri dello sport” per il Mjällby, squadra di un villaggio di pescatori svedese, che ha vinto il suo campionato. Piccola spiega: hanno vinto perché tutti i giocatori svedesi forti giocano all’estero (solo due nazionali giocano in patria). Esattamente come Sinner: lo sport va dove vuole, via di confini.


