L’illegalità di Michele Emiliano
Annarita Digiorgio
09/03/2025
(Ansa)
Bisogna trovare una sistemazione alternativa a Michele Emiliano, per impedirgli di candidarsi alle elezioni regionali. E se il ministro Urso, andando in contro agli avversari, gli ha già proposto di fare il commissario straordinario Ilva, l’ultima idea di Elly Schlein è quella di farlo assessore regionale senza candidarlo alle elezioni. Il Pd da settimane discute il “futuro” del governatore pm come fosse un problema suo, dimenticando che Csm e Corte Costituzionale gli hanno vietato di partecipare in maniera sistematica e continuativa alla vita di partito. L’adesione ad un partito secondo i giudici della Suprema Corte implica il parteggiare per la sua supremazia sugli altri, ed è vietato.
Emiliano, secondo il procuratore generale, ha violato la norma attuativa della prescrizione posta nell’articolo 98, terzo comma, della Costituzione, garanzia “dell'esercizio indipendente e imparziale della funzione giudiziaria e valevole anche in relazione ai magistrati che non svolgano temporaneamente detta funzione”. Da allora Emiliano ha lasciato la tessera del Pd (dopo essere stato per anni segretario e presidente regionale) senza mai smettere però di dettarne le sorti: “Sinceramente a me non è che la tessera mi cambia nulla – disse Emiliano commentando la sentenza – Quindi continuerò a essere il riferimento, credo, della gran parte della maggioranza degli iscritti del Pd della Puglia e di molte liste civiche che in Puglia stanno operando. E quando ho guidato il Pd pugliese ha sempre vinto. Anche negli ultimi anni, ovviamente in Puglia noi abbiamo continuato a vincere, sia pure con questo incrocio continuo tra il Pd e le liste civiche espressione del popolo pugliese. E’ un modo di essere che continuerà”. L’unico a dirlo è stato Matteo Renzi: “Il solo pugliese che non vuole Decaro governatore è Emiliano. Ma dopo vent’anni di potere assoluto tra città di Bari e regione di Puglia, questo magistrato può anche farsi da parte, no?”. A Decaro per liberarsene conviene appellarsi alla Costituzione, più che a Elly Schlein.