Così Emiliano, boicottando Israele, rischia di aggravare il problema xylella in Puglia
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10/10/2025
(foto Ansa)
Mentre il presidente della Puglia Michele Emiliano chiude alle aziende israeliane, specializzate nell’agritech, rivendicando un boicottaggio che stona con il raggiungimento di un accordo di pace in medio oriente, nel nord della Puglia la xylella riprende a correre. E’ questa, più o meno, l’immagine contraddittoria restituita dall’inaugurazione dell’Agrilevante, una delle più importanti fiere internazionali delle tecnologie per l’agricoltura nel Mediterraneo, apertasi ieri a Bari. In linea con una decisione che il governatore aveva già annunciato a inizio giugno, e che ha voluto ribadire ad agosto, nei giorni in cui alla relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese veniva concessa la cittadinanza onoraria di Bari (mentre ancora nei giorni scorsi Emiliano ha denunciato Israele per il trattamento riservato agli attivisti pugliesi della flotilla), alla rassegna quest’anno non sono state invitate aziende israeliane. Un rammarico che è stato sottolineato anche dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che parlando dell’assenza di Israele ha voluto rimarcare: “Oggi, qui ad Agrilevante ci siamo svegliati tutti con una speranza in più verso la pace, grazie all’azione del presidente Trump e di tutti coloro che hanno sostenuto un piano che permette di sperare in una soluzione del conflitto. La pace è fondamentale per garantire relazioni internazionali stabili e sviluppare il commercio, per un paese esportatore come il nostro, oltre a generare conseguenze positive per le persone. Speriamo che da oggi si lavori per costruire democrazia e sviluppo, come avviene in alcuni stati, e in Israele in particolare, dove la democrazia è un fatto”. Un ragionamento ancor più valido, come detto, in Puglia, dove il virus della xylella è comparso a latitudini inedite: sul Gargano, nel nord della regione, un territorio finora non raggiunto dal batterio. A Cagnano Varano, in provincia di Foggia, infatti, l’Osservatorio fitosanitario della Regione ha registrato un focolaio che ha coinvolto 47 ulivi, portando a circoscrivere un’area di 400 metri in cui si stanno analizzando eventuali nuove infezioni.
L’esclusione di Israele da una fiera di settore come Agrilevante è piuttosto grave anche perché le tecnologie israeliane sono particolarmente all’avanguardia, anche nel trattamento del batterio della xylella fastidiosa. Mentre i primi focolai in Puglia si sono accesi nel 2013, avanzando di circa 30 chilometri all’anno, alla fine del 2019 il batterio è stato rilevato anche in Israele, in alcuni vivai di mandorle nella valle di Hula. Subito è iniziata, da parte delle autorità israeliane, un’attività di screening e monitoraggio per circoscrivere la diffusione del virus, che minacciava di estendersi fino alla bassa Galilea. E soprattutto, nell’attività di contrasto al batterio, Israele ha tratto beneficio da alcune delle aziende israeliane attive nell’agritech. Tra queste compagnie particolarmente all’avanguardia figurano nomi quali Acclym, piattaforma di gestione agricola che fornisce informazioni sul monitoraggio delle colture, ed è specializzata nel rilevamento di malattie e nella gestione dei parassiti. O ancora Taranis, che brevetta tecnologie basate su sensori e droni per rilevare problemi nei campi, come malattie e parassiti, prima che si possano ulteriormente diffondere. E’ evidente, quindi, che l’atteggiamento di una regione come la Puglia, che anche solo a sentire la locuzione “Made in Israele” ha cercato di tagliare tutti i ponti, possa aver rappresentato un cortocircuito logico rispetto all’imperativo categorico di mettere in circolazione le informazioni, soprattutto in campo agricolo (e di contrasto a un batterio che si trova tanto in Puglia quanto in Israele). Ma al presidente Emiliano è interessato più fare una battaglia unicamente simbolica, di boicottaggio, inseguendo i peggiori istinti pro Pal. Col risultato che dopo dodici anni e più di 20 milioni di ulivi morti, adesso la xylella rischia di infestare angoli inediti della sua regione. Chissà che il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani non possano riportare Emiliano (ma anche il centrosinistra in generale, visto che anche Antonio Decaro è finito a sposare gli slogan delle piazze pro Pal) a più miti consigli.