Tocca a Meloni lavorare per portare Mario Draghi al Consiglio europeo, senza baci della morte
Redazione
03/15/2024
GettyImages
“Draghi dovrebbe guidare il Consiglio europeo”, ha scritto ieri su Politico Europe Mujtaba Rahman, capo per l’Europa dell’Eurasia Group, attento osservatore degli affari brussellesi, che frequenta da tempo i corridoi del potere europeo. Il nome di Mario Draghi per succedere a Charles Michel circola da tempo. Sarebbe l’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto.
L’uomo del “whatever it takes” sarebbe perfetto per “rispondere alle sfide esistenziali a cui il blocco è confrontato”, dice Mujtaba Rahman. Il problema è che “i leader dell’Ue non vogliono essere messi nell’ombra da qualcuno con la prominenza di Draghi”, riconosce lo stesso Rahman, citando un anonimo funzionario che spiega: “Draghi controllerebbe l’agenda. Ma chi controlla Draghi?”. L’autorevolezza e l’autorità di Draghi sono il suo più grande handicap. Meglio un leader più modesto, come il portoghese António Costa o la danese Mette Frederiksen. Risultato: ogni volta che il nome di Draghi viene citato, l’effetto è quello di un bacio della morte (compresi quelli di Mujtaba Rahman e Politico Europe). Questo tuttavia non esime Giorgia Meloni dal provarci.
La partita delle nomine è all’inizio e si deciderà dal 17 giugno, quando i capi di stato e di governo si troveranno in una cena informale post elezioni. Ursula von der Leyen è favorita per la Commissione, ma la riconferma non è scontata. Il presidente del Consiglio dovrebbe usare ogni occasione per fare più o meno questo discorso ai suoi colleghi: “Draghi ha una visione per l’Ue. È federalista, antitetica alla mia che sono una nazionalista. Ha ricette vere – non i nostri slogan – per la competitività, le transizioni e la difesa. Cari Emmanuel, Olaf, Pedro e Donald, chi di noi si siederà davanti a Trump il 21 gennaio 2025? Chi terrà testa a Xi Jinping? Chi è in grado di mobilitare gli europei per la vittoria in Ucraina perché è il solo modo per proteggere l’Europa da una guerra di Vladimir Putin?”. Va suggerito sottovoce. Nelle riunioni che contano. Meloni può e dovrebbe farlo.