Putin in soccorso di Maduro
Redazione
11/01/2025

Il quotidiano americano Washington Post ha ottenuto la lettera con cui il dittatore venezuelano Nicolás Maduro chiede a Mosca di aiutarlo, facendo delle richieste molte precise: missili, radar e aerei potenziati. Caracas sente la pressione degli americani che nel Mar Caraibi hanno rafforzato la loro presenza, spingendo sulle coste del Venezuela: le operazioni sono stata finora in mare contro navi accusate di servire il narcotraffico e presto potrebbero spostarsi a terra per colpire le infrastrutture dei narcotrafficanti e puntare al regime.
Maduro ha chiesto aiuto ai suoi alleati che combattono già assieme altre guerra: Russia, ma anche Cina e Iran. Il quotidiano non è stato in grado di verificare le risposte di Pechino e Teheran, ma riguardo a Mosca il movimento di un aereo da trasporto russo atterrato a Caracas e precedentemente usato per trasportare armi e mercenari è un segnale che le richieste del dittatore sono state ascoltate. Il Cremlino ha progetti di alto profilo in Venezuela: fabbriche di armi, diritti di esplorazione in riserve di gas naturale e petrolio, investimenti diretti in tre joint venture venezuelane che producono 107.000 barili di greggio al giorno. La collaborazione risale ai tempi dell’ex presidente Hugo Chávez, il primo a comprare armi russe. Lo stato di questo arsenale fornito da Mosca, però, non è dei migliori: o è mancata la manutenzione o il Cremlino ha mandato il peggio delle sue riserve. Che Putin tenga al Venezuela e sappia che in un cambio di regime i suoi affari potrebbero evaporare, come accaduto in Siria con la cacciata di Bashar el Assad, è un fatto. Ma gli interessi, proprio come in Siria, potrebbero non essere sufficienti a spingere Mosca verso un’azione determinata a sostegno del dittatore. Maduro non sembra avere un piano definito contro gli Stati Uniti, questo mese ha fatto sapere di aver schierato 5.000 missili terra-aria Igla-S di fabbricazione russa in tutto il paese. La collaborazione c’è, è nell’interesse del Cremlino, ma il sacrificio di Putin ha dei limiti e forse Maduro dovrà accontentarsi di un passaggio a Mosca.


