L'Aia non chiede il cessate il fuoco a Gaza
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01/26/2024
 Foto LaPresse
Non era oggi il giorno preposto per deliberare sulle accuse di genocidio contro Israele, oggi all’Aia si decideva se portare avanti il caso e se accettare la richiesta del Sudafrica di ordinare a Israele delle misure provvisorie. Il Sudafrica a fine dicembre aveva presentato il caso alla Corte internazionale di giustizia ai sensi della Convenzione sul genocidio del 1948, Israele aveva chiesto di archiviare il caso. Oggi non si è deciso nulla nel merito dell’accusa per genocidio, il caso richiederà anni, la Corte ha ordinato a Israele di intraprendere delle misure urgenti per prevenire un genocidio dentro alla Striscia di Gaza, di punire l’incitamento al genocidio dentro al paese e di presentare entro un mese un rapporto dettagliato con tutte le misure intraprese. Secondo la giuria, composta da diciassette giudici, “almeno alcuni degli atti e delle omissioni commessi da Israele a Gaza sembrano poter rientrare nelle disposizioni della convenzione”.
Per la Corte, Israele deve “prendere tutte le misure in suo potere” per prevenire che vengano commessi atti di genocidio contro i palestinesi, come previsto dall’articolo 2, adottare misure per prevenire e punire l’incitamento al genocidio contro i palestinesi e adottare misure per fornire “l’assistenza urgentemente necessaria per affrontare le condizioni dentro Gaza” e ha chiesto di fare di più per salvaguardare la vita dei civili. La richiesta del Sudafrica per un cessate il fuoco immediato e unilaterale non è stata accolta.
La Corte non ha reali poteri esecutivi e non si sa se Israele rispetterà o meno le misure richieste: farlo o non farlo è anche una questione di posizionamento internazionale. La Corte ha richiesto la liberazione incondizionata degli ostaggi che Hamas tiene prigionieri nella Striscia, ma sui terroristi non ha alcun potere.