Il Supermalus della Cgil: nelle costruzioni si preoccupa più delle imprese che dei lavoratori
Redazione
02/12/2025

Che il Superbonus sia stato considerato una politica “progressista” ed “ecologista”, sebbene sia stata la più grossa redistribuzione di risorse della storia della Repubblica dai poveri ai ricchi e abbia avuto un impatto sulla riduzione delle emissioni infinitesimale, è un paradosso tutto italiano. E’ incomprensibile che la sinistra sia stata favorevole a una misura così iniqua, ma è soprattutto inspiegabile che ora la rimpianga dovo aver visto il disastro che ha prodotto. La Fillea-Cgil ha lanciato dal Piemonte un allarme per la fine del Superbonus decisa dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Consideriamo sbagliata la decisione del governo di cassare i bonus che negli anni precedenti hanno contribuito in maniera rilevante a trainare il settore”. I segnali, dice la federazione dei lavoratori delle costruzioni del sindacato guidato da Maurizio Landini, sono preoccupanti: “Il primo effetto dei tagli ai bonus è la riduzione delle imprese edili”. Ma i dati diffusi dalla stessa Fillea-Cgi mostrano un film diverso. Nel 2024, primo anno senza Superbonus, il settore delle costruzioni risulta ancora in espansione. Il numero degli addetti è in aumento, da 48.463 nel 2023 a 49.840 nel 2024 (+1.377 occupati). Aumentano anche l’occupazione femminile, in un settore ovviamente dominato dagli uomini, le ore lavorate (+1,87 per cento) e il monte salari (+4,55 per cento).
Non è un fenomeno solo piemontese. A livello nazionale, l’Istat indica nel 2024 un incremento nelle costruzioni sia dei lavoratori (+5,5 per cento) sia delle ore lavorate (4,2 per cento). C’è una riduzione del numero di imprese (-1,19 per cento) dice la Fillea-Cgil, ma non è necessariamente una cattiva notizia se si considera che in Italia il 62 per cento delle imprese edili ha un solo addetto e il 95 per cento meno di dieci addetti: generalmente imprese più grandi e strutturate sono più produttive e pagano salari migliori. In ogni caso mai si era visto un sindacato che, mentre aumenta il numero degli occupati, si lamenta della riduzione del numero delle imprese. Servivano il Superbonus e la Cgil.


