Il Papa: speranza, dignità e fedeltà alla coscienza cambiano il mondo
«La Croce di Gesù è la scoperta più grande della vita»: lo ha detto Leone XIV all’udienza giubilare davanti a 25.000 fedeli in piazza San Pietro, additando l’esempio di Elena, madre di Costantino
Lorenzo Rosoli
09/05/2025

«“Inventare” in latino significa “trovare”. La grande “invenzione” di Elena fu il ritrovamento della Santa Croce. Ecco il tesoro nascosto per cui vendere tutto! La Croce di Gesù è la scoperta più grande della vita, il valore che modifica tutti i valori». Ma per scoprirlo bisogna essere persone «in ricerca», come lo fu la madre dell’imperatore Costantino. Bisogna «diventare come bambini», capaci di custodire «quel desiderio di scavare e di inventare che rende nuovo ogni giorno». Senza mai adagiarsi «nelle posizioni raggiunte e nelle ricchezze, più o meno grandi, che ci danno sicurezza», certamente: ma che ci fanno perdere «la gioia» di scavare, cercare, scoprire. È un invito a essere donne e uomini in ricerca, sull’esempio di Elena, quello formulato da Leone XIV nella catechesi pronunciata stamani in piazza San Pietro davanti ai 25.000 fedeli e pellegrini di tutto il mondo che hanno partecipato all’udienza giubilare.
Folla in piazza San Pietro, molti i giovani
«Sperare è scavare. Elena imperatrice (Lettura Mt 13,44)»: questo il tema della meditazione del Pontefice. Che è giunto nella piazza gremita e festante a bordo della jeep bianca, benedicendo i tanti bambini che gli uomini della sicurezza gli porgono. Numerosi i gruppi di giovani a Roma per la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis che lo stesso Leone XIV presiederà domani. Numerosi anche i gruppi di scout. Da uno di questi il Papa ha ricevuto in dono il foulard con i colori del gruppo.
«Come i bambini, rompiamo la crosta dura del mondo»
«Oggi ci soffermeremo su un particolare aspetto della speranza» – speranza che è il tema di questo anno giubilare. Vorrei cominciare con un ricordo: da bambini, mettere le mani nella terra aveva un fascino speciale. Lo ricordiamo, e forse ancora lo osserviamo: ci fa bene osservare il gioco dei bambini! Scavare nella terra, rompere la crosta dura del mondo e vedere che cosa c’è sotto…», ha detto il Papa aprendo la sua catechesi. «Quello che Gesù descrive nella parabola del tesoro nel campo non è più un gioco da bambini, eppure la gioia della sorpresa è la stessa. E il Signore ci dice: così è il Regno di Dio. Anzi: così si trova il Regno di Dio. La speranza si riaccende quando scaviamo e rompiamo la crosta della realtà, andiamo al di sotto della superficie».
Ebbene: appena avuta la libertà di vivere da cristiani pubblicamente, ha ricordato il Papa, «i discepoli di Gesù cominciarono a scavare, in particolare nei luoghi della sua passione, morte e risurrezione. La Tradizione d’Oriente e d’Occidente ricorda Flavia Giulia Elena, madre dell’imperatore Costantino, come l’anima di quelle ricerche. Una donna che cerca. Una donna che scava. Il tesoro che accende la speranza è infatti la vita di Gesù: bisogna mettersi sulle sue tracce», afferma Leone XIV. Che subito sottolinea: «Quante altre cose avrebbe potuto fare un’imperatrice! Quali luoghi nobili avrebbe potuto preferire alla periferica Gerusalemme. Quanti piaceri e onori di corte»! E lo stesso accade a noi, oggi, quando ci adagiamo «nelle posizioni raggiunte e nelle ricchezze, più o meno grandi, che ci danno sicurezza». Ma così si perde il desiderio e la gioia – che avevamo da bambini – di scavare e inventare.
«La Croce di Gesù è la scoperta più grande della vita»
Ecco: la grande «invenzione» della madre di Costantino fu il ritrovamento della Santa Croce. «Ecco il tesoro nascosto per cui vendere tutto! La Croce di Gesù è la scoperta più grande della vita, il valore che modifica tutti i valori – insiste il Papa –. Elena poté capirlo, forse, perché aveva portato a lungo la propria croce. Non era nata a corte: si dice che fosse una locandiera di umili origini, di cui il futuro imperatore Costanzo si innamorò. La sposò, ma per calcoli di potere non esitò poi a ripudiarla allontanandola per anni dal figlio Costantino. Divenuto imperatore, Costantino stesso le procurò non pochi dolori e delusioni, ma Elena fu sempre sé stessa: una donna in ricerca. Aveva deciso di diventare cristiana e praticò sempre la carità, non dimenticando mai gli umili da cui lei stessa proveniva».
«Tanta dignità e fedeltà alla coscienza, cari fratelli e sorelle, cambiano il mondo anche oggi – scandisce infine il Papa –: avvicinano al tesoro, come il lavoro dell’agricoltore. Coltivare il proprio cuore richiede fatica. È il più grande lavoro. Ma scavando si trova, abbassandosi ci si avvicina sempre di più a quel Signore che spogliò sé stesso per farsi come noi. La sua Croce è sotto la crosta della nostra terra». Dunque: «Possiamo camminare orgogliosi, calpestando distrattamente il tesoro che è sotto i nostri piedi. Se invece diventiamo come bambini, conosceremo un altro Regno, un’altra forza. Dio è sempre sotto di noi, per sollevarci in alto».
I saluti ai pellegrini italiani
Dopo aver riassunto la sua catechesi nelle diverse lingue, il Papa ha rivolto particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti in piazza. Fra i quali quelli di lingua italiana, ai quali ha rivolto «un cordiale benvenuto», e in particolare a quelli delle diocesi di «Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, con l’arcivescovo Giampiero Palmieri; Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, con l’arcivescovo Pasquale Cascio; Lodi, con il vescovo Maurizio Malvestiti. «Auspico che il vostro pellegrinaggio giubilare sia fonte di ispirazione, favorendo il desiderio di essere portatori di speranza cristiana e di gioia nella Chiesa e nella società», ha detto loro Leone XIV. «Saluto poi i gruppi parrocchiali, specialmente quelli di Ruvo di Puglia, Archi e Francavilla in Sinni; come pure l’Ente Formedil Italia e le Edizioni Frate Indovino». Infine: «Il mio pensiero va ai malati, agli sposi novelli e ai giovani, tra cui saluto con affetto gli studenti dell’Istituto Marcello Candia di Seregno, gli Scout di Varese e quelli di Agropoli e di Padova. La festa liturgica di dopodomani, Natività della Beata Vergine Maria, mi suggerisce di esortarvi a camminare sempre, come Maria, sulle strade del Signore. A tutti la mia benedizione!».


