L'esercito spara: colpi di mortaio sui profughi Rohingya in fuga

24 AGO 17
Ultimo aggiornamento: 17:34 | 20 MAG 25
Immagine di L'esercito spara: colpi di mortaio sui profughi Rohingya in fuga

La fuga dei civili dallo Stato di Rakhine dove sono ripresi i combattimenti (Ansa)

Si fa durissima la rappresaglia del governo del Myanmar contro i Rohingya. Le forze armate birmane hanno aperto il fuoco con mitragliatrici e proiettili di mortaio su centinaia di profughi Rohingya nei pressi del valico di frontiera di Ghumdhum, al confine con il Bangladesh: lo hanno reso noto oggi fonti delle guardie di frontiera di Dacca. Gli scontri fra l’esercito del Myanmar e i ribelli Rohingya scoppiati venerdì hanno causato almeno 92 morti; i militari hanno aperto il fuoco sui civili ammassati alla frontiera e ai quali il Bangladesh ha negato il permesso di ingresso. I combattimenti riguardano soprattutto nello Stato birmano di Rakhine, teatro da diversi anni di forti tensioni fra la minoranza musulmana dei Rohingya e i buddisti.

Gli attacchi di venerdì: 90 i morti

Venerdì, almeno 90 persone, tra cui 12 uomini delle forze di sicurezza, erano invece morte negli scontri a fuoco seguiti, per le autorità birmane all’attacco di ribelli di etnia Rohingya nel Rakhine, Myanmar occidentale, affacciato sul Golfo del Bengala e confinante con il Bangladesh.
Un posto di guardia sul confine col Bangladesh poco dopo un attacco (Ansa)
Un posto di guardia sul confine col Bangladesh poco dopo un attacco (Ansa)
Gli eventi di venerdì rappresentano un’escalation nel conflitto a bassa intensità che si è andato sviluppando dallo scorso ottobre, quando un’incursione simile contro avamposti della polizia di frontiera ha aperto una nuova fase della crisi che vede al centro i Rohingya, minoranza etnica di fede musulmana senza diritto di cittadinanza in Myanmar. A rivendicare la responsabilità delle azioni contro le forze governative è stato l’Esercito per la salvezza dei Rohingya dell’Arakan (Rakhine) gruppo che è evoluzione di bande armate
poco attive fino allo scorso autunno, che ha annunciato nuove iniziative
. A conferma che la situazione va deteriorandosi in concomitanza con i nuovi rastrellamenti avviati a inizio mese dalle forze governative.
Sarebbero
24 finora le postazioni frontaliere della polizia finite sotto attacco, a segnalare che l’offensiva militare che ha costretto alla fuga oltreconfine in Bangladesh 87mila Rohingya
tra violenze e devastazioni ampiamente denunciate anche all’estero, ha avuto come risultato di esacerbare la situazione.