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Abu Mazen dal Papa: riprendano presto i colloqui diretti

(Ansa)
Ventitrè minuti di colloquio definiti «cordiali» dalla Sala Stampa della Santa Sede, lo scambio di doni e soprattutto una serie di temi (primo tra tutti la ricerca della pace) affrontati nel faccia a faccia. Questo in sintesi l’incontro avvenuto sabato mattina in Vaticano tra il Papa e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen. In particolare, si legge nella nota diffusa al termine, «ci si è soffermati sul processo di pace in Medio Oriente, esprimendo la speranza che si possano riprendere i negoziati diretti tra le Parti per giungere alla fine della violenza che causa inaccettabili sofferenze alle popolazioni civili e ad una soluzione giusta e duratura».
Francesco e Abbas (questo il vero cognome del presidente) hanno anche parlato, degli altri conflitti che affliggono la Regione, dei “buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Palestina, suggellati dall’Accordo globale del 2015, che riguarda aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa nella società palestinese” e della salvaguardia dei Luoghi Santi. In tale contesto, prosegue il comunicato della Sala Stampa, «si è ricordato l’importante contributo dei Cattolici in favore della promozione della dignità umana e in aiuto dei più bisognosi, particolarmente nei campi dell’educazione, della salute e dell’assistenza». Infine è stato espresso l’auspicio che, con il sostegno della Comunità internazionale, «si intraprendano misure che favoriscano la reciproca fiducia e contribuiscano a creare un clima che permetta di prendere decisioni coraggiose in favore della pace».