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Ancora scontri a Juba •
Sud Sudan verso il cessate il fuoco

Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, ha ordinato il cessate il fuoco immediato dopo giorni di scontri a Juba, capitale del Paese. Anche l'ex leader dei ribelli Riek Machar, oggi vicepresidente, ha chiesto ai suoi di porre fine ai combattimenti. La decisione arriva dopo giorni di sanguinosiscontri nella capitale. Machar ha detto di essere ancora in SudSudan, senza spiegare dove. Anche questa mattina ci sono stati "scontri molto, molto violenti" in città. Sorvolata da elicotteri, Juba è devastata da splosioni e continui scambi di artiglieria in diverse zone, in particolare verso l'aeroporto e nel quartiere di Tomping. I residenti sono barricati dentro casa, migliaia di altri invece hanno preferito tentare la fuga, 10 mila secondo l'Onu. L'ambasciata americana ha parlato di "combattimenti violenti tra governo e forze dell'opposizione". Il bilancio degli scontri è salito ad almeno 272 morti ed è, purtroppo, ancora provvisorio. Le vittime, in maggioranza soldati, includono anche decine di civili ed un peacekeeper cinese. Il capo della sicurezza di una clinica nella base Onu, Budbud Chol, ha detto che "abbiamo vittime civili. Granate con propulsione a razzo hanno colpito la base ferendo otto persone", ha proseguito, spiegando che almeno una persona é morta nella base.La tensione ha ripreso vigore fino a diventare scontro aperto all'indomani del quinto anniversario dell'indipendenza del Sud Sudan. Dal dicembre 2013 è in corso una guerra civile tra i sostenitori del presidente Salva Kir e quelli del vicepresidente Riek Machar, costata la vita a decine di migliaia di persone e che ha causato tre milioni di sfollati. Tra le ipotesi c'è che una delle parti stia prendendo il sopravvento, mentre ci sono dubbi su quanto Kiir e Machar abbiano reale controllo delle loro milizie. I due, dopo la guerra civile, nell'agosto 2015 firmarono un accordo di pace ma impiegarono mesi a stabilirne i dettagli. Machar è tornato ad aprile a Giuba, in un passo che era ritenuto fondamentale per il ritorno della pace.
L'Onu e la richiesta di Ban Ki Moon.
Riunito domenica in emergenza, il Consiglio di sicurezza dell'Onu hachiesto ai "paesi della regione" e all'Unione africana di "discutere con i leader sud-sudanesi per trattare questa crisi". Con una dichiarazione unanime, i 15 Paesi membri del Consiglio di sicurezza hanno chiesto anche al presidente del Sud Sudan, Salva Kiir e al suo rivale, il vicepresidente Riek Machar, di "fare di tutto per controllare le loro rispettive forze e mettere fine ai combattimenti". Mentre oggi il segretario generale Ban Ki-moon ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di impèorre un embargo della armi nel Paese. "Abbiamo un bisogno disperato di elicotteri militari e altri mezzi se vogliamo tener fede al nostro mandato di proteggere i civili - ha detto Ban -. E' necessario inoltre che tutti i Paesi che contribuiscono alla missione Onu restino sul campo. Qualsiasi ritiro manderebbe il segnale sbagliato al Sud Sudan e al mondo intero".
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