Squadra vincente non si cambia: speriamo che Mattarella riveda la sua indisponibilità per il Quirinale

Egregio direttore,
squadra vincente non si cambia, e così spero non succeda per Mattarella (al quale si dovrà chiedere di rivedere il suo intendimento di non proseguire) e per Draghi, che con quel “garantisco io” rivolto ai vertici Ue in sede di accoglimento del nostro Pnrr (ancora quasi tutto da mettere a terra, riforme comprese) ha impegnato la sua credibilità al buon esito finale del piano nazionale. Non abbiamo tempo da perdere in formule, tatticismi, manovre politiche ed altre diavolerie, perché la pandemia è un grave elemento di complicazione ulteriore che ci fa offuscare le problematiche socio/economiche alle quali va data soluzione. E la competenza nello svolgimento delle difficili mansioni è fondamentale, e delicata la gestione degli ingenti fondi assegnatici dall’Ue (191 mld di euro, di cui 120 prestiti e 71 a fondo perduto). Ma mentre per i primi è chiaro che andranno restituiti secondo un preciso piano di rientro, è bene sapere che il rimborso dovrà essere effettuato anche per i secondi, risultando come unica agevolazione il fatto che questi aiuti non contribuiranno ad aumentare il debito pubblico del nostro Paese, il quale sarà comunque chiamato alla restituzione mediante le corresponsioni finanziare annuali come membro Ue...
squadra vincente non si cambia, e così spero non succeda per Mattarella (al quale si dovrà chiedere di rivedere il suo intendimento di non proseguire) e per Draghi, che con quel “garantisco io” rivolto ai vertici Ue in sede di accoglimento del nostro Pnrr (ancora quasi tutto da mettere a terra, riforme comprese) ha impegnato la sua credibilità al buon esito finale del piano nazionale. Non abbiamo tempo da perdere in formule, tatticismi, manovre politiche ed altre diavolerie, perché la pandemia è un grave elemento di complicazione ulteriore che ci fa offuscare le problematiche socio/economiche alle quali va data soluzione. E la competenza nello svolgimento delle difficili mansioni è fondamentale, e delicata la gestione degli ingenti fondi assegnatici dall’Ue (191 mld di euro, di cui 120 prestiti e 71 a fondo perduto). Ma mentre per i primi è chiaro che andranno restituiti secondo un preciso piano di rientro, è bene sapere che il rimborso dovrà essere effettuato anche per i secondi, risultando come unica agevolazione il fatto che questi aiuti non contribuiranno ad aumentare il debito pubblico del nostro Paese, il quale sarà comunque chiamato alla restituzione mediante le corresponsioni finanziare annuali come membro Ue...
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