Ci ha lasciati Carla Fracci, artista di impareggiabile classe e bravura, legata dalle sue origini contadine a Cremona, che la ospitò da bambina

27 MAG 21
Ultimo aggiornamento: 00:5015 GIU 26
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Quando muoiono certi personaggi – quelli che non dovrebbero morire mai, per usare un luogo comune che mai come in questo caso comune non è – si prova un doppio sentimento, se con loro si ha avuto a che fare: da una parte c’è una commozione più profonda e sentita, dall’altra si coglie appieno il privilegio di averli “vissuti” direttamente. Per quanto mi riguarda ho avuto la fortuna, come direttore artistico di STRADIVARIfestival, di sviluppare una collaborazione con Carla Fracci che si è tradotta nel suo ultimo progetto teatrale, realizzato da lei come protagonista per la regia del marito, il grande Beppe Menegatti, le coreografie di Luc Buy e le musiche eseguite dalla bravissima violinista Anna Tifu. Uno spettacolo intitolato “Danza e musica per Stradivari” andato in scena all’Auditorium Arvedi del Museo del Violino in prima assoluta il 30 settembre 2017 con la celebre étoile già 80enne, a testimoniare una incredibile longevità artistica di cui il mondo parlò. Mai come in quel caso ho potuto toccare con mano la serietà e la professionalità di una simile artista, che assieme al marito andò apposta una settimana a Napoli, dove si trovava il coreografo e il resto della compagnia di danza, per fare un primo periodo di prove, tra l’altro – fatto abbastanza raro in questo ambiente – senza chiedere alcunché in termini di ospitalità e rimborso spese...
Roberto Codazzi
direttore artistico musicale
del Museo del Violino
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