«Riaprire solo le attività che hanno i tavolini all’esterno significa prolungare il lockdown per un terzo delle nostre aziende»

«Riaprire solo le attività che hanno i tavolini all’esterno, significa prolungare il lockdown per un terzo delle nostre aziende. E non garantire ad una quota altrettanto importante di poter raggiungere la sufficienza economica. Un problema particolarmente grave per i ristoranti, colpiti dalle restrizioni del provvedimento forse ancor di più dei bar tradizionali». A lanciare l’allarme è Alessandro Lupi, presidente provinciale di Fipe Confcommercio. «Non è accettabile che solo il trenta per cento possa provare a tornare a lavorare mettendosi in cammino per ritrovare una normalità ancora lontana. E in questa prospettiva ottimistica non si sono volute considerare le incertezze legate al meteo e alla primavera. Si ignora che non ci si può organizzare. Niente prenotazioni, difficoltà enormi con i fornitori, impossibilità di gestire correttamente il personale. Se ne renda conto il Governo. Diversamente la “zona gialla rafforzata” sarà quasi un “lockdown mascherato” per moltissime imprese che non potranno riaprire». Quindi Fipe lancia un appello all’esecutivo di Mario Draghi. «Se questo è il momento del coraggio, che lo sia davvero. E lo sia per tutti. Non si tratta di ripararsi con una coperta corta. Ma che senso ha riaprire le scuole, con i gestori dei trasporti che ammettono l’impossibilità di rispettare i protocolli e poi chiudere i locali che osservano una normativa rigidissima. Come si fa a non vedere la contraddizione tra le aule piene e le nostre imprese vuote se davvero si pensa a misure per contenere il contagio. O, ancora, si potrà fare il servizio mensa all’interno come avviene oggi e lasciare gli altri clienti fuori?? E, infine, perché negli autogrill si può mangiare comodamente all’interno e non nelle nostre attività?? Proprio queste discriminazioni e aree per nulla chiare testimoniano che, ancora una volta, non si è prestata la giusta attenzione al problema»...
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