Architettura, resilienza e sostenibilità: per una città più verde occorre partire da ciò che resta per immaginare cosa durerà

Egregio Direttore,
la recente intervista, pubblicata dal vostro giornale al collega Maurizio Ori, è un importante contributo che ha messo in evidenza di come i temi ambientali non possono essere considerati come aspetti secondari della pianificazione urbanistica. Alcuni di questi temi sono stati affrontati anche in occasione della pubblicazione “Cremona: quattro visioni della città”, progetti del Laboratorio promosso dall’Ordine degli Architetti di Cremona. L’architetto Ori ha giustamente inteso affermare che lo sviluppo sostenibile comporta una riconsiderazione fondamentale del rapporto tra le società umane, che incorpora i limiti dell’uomo dentro un ambiente fisico finito.
Occorrerebbe infatti poter superare la logica degli slogan politici e commerciali, in quanto il principio di sostenibilità in architettura sta diventando un’occasione, un’esclusiva per poche fortunate famiglie ( vedi il caso del condominio denominato “Bosco Verticale” a Milano)...
la recente intervista, pubblicata dal vostro giornale al collega Maurizio Ori, è un importante contributo che ha messo in evidenza di come i temi ambientali non possono essere considerati come aspetti secondari della pianificazione urbanistica. Alcuni di questi temi sono stati affrontati anche in occasione della pubblicazione “Cremona: quattro visioni della città”, progetti del Laboratorio promosso dall’Ordine degli Architetti di Cremona. L’architetto Ori ha giustamente inteso affermare che lo sviluppo sostenibile comporta una riconsiderazione fondamentale del rapporto tra le società umane, che incorpora i limiti dell’uomo dentro un ambiente fisico finito.
Occorrerebbe infatti poter superare la logica degli slogan politici e commerciali, in quanto il principio di sostenibilità in architettura sta diventando un’occasione, un’esclusiva per poche fortunate famiglie ( vedi il caso del condominio denominato “Bosco Verticale” a Milano)...
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