Massimo Terzi, il razionalista che scriveva le regole dei sogni

16 APR 20
Ultimo aggiornamento: 17:11 | 16 MAG 25
Immagine di Massimo Terzi, il razionalista che scriveva le regole dei sogni
Era il 1970 e a Cremona divampava il dibattitto su “OSPEDALECHEFARE – mostra documento sulla zona del vecchio ospedale nel centro storico cremonese”. Un evento straordinario, ideato e promosso da quattro giovani architetti – Michele De Crecchio, Ulisse Guglielmetti, Paola Rusca, Massimo Terzi – con le foto di Antonio Leoni e con il sostegno della sezione cittadina di Italia Nostra. Ben più che una mostra, a partire dalla Galleria furono coinvolti, non solo idealmente, tutti i cittadini cremonesi nel decidere il futuro di una parte strategica della città che stava per andare nell’abbandono. Fu in quell’occasione, diversa da qualche frequentazione baldesina, che, studentello di architettura, conobbi Massimo come architetto; e ancora non molto tempo fa mi trovai a ricordare che quella volta fu l’unica, in tempi vicini, a portare veramente nella città un tema progettuale, a proporlo a una democratica chiamata di consapevolezza che dal dopoguerra non si è più ripetuta, la corte politica ha avuto il sopravvento su quell’urbanistica partecipata che si pensava potesse esistere, molto prima della attuale disponibilità di enormi mezzi di comunicazione...
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