Un bosco incantato “da favola”, ma il servizio ha bisogno di più personale

Egregio Direttore,
ho letto con piacere e rammarico la notizia dell’inaugurazione “da favola” del Bosco incantato presso la NPI di Cremona (v. articolo sulla Provincia di Cremona del 27/06/19).
La notizia in se è bella, l’intenzione anche.
Lo spazio coloratissimo ed accogliente - creato all’ingresso della struttura di Via S.Maria in Betlem, nel quale si potrà giocare, aspettare, ridere, parlare- viene definito come un valore aggiunto.
Questa affermazione mi trova d’accordo solo in parte, con una nota di disappunto inevitabile.
Per chi come me ha avuto modo di rivolgersi al servizio il vero valore aggiunto sarebbe non avere tempi di attesa infiniti, trattamenti interrotti quando ancora i bambini – obbiettivamente- ne avrebbero ancora bisogno, prestazione discontinue per i più svariati motivi e mai recuperate, mai proposte possibilità di sostituzioni in grado di mantenere la presa in carico laddove l’interruzione del trattamento sia di lunga durata.
Tutto questo perché non c’è personale a sufficienza per un utenza numericamente altissima rispetto alla possibilità di accoglienza della struttura...
ho letto con piacere e rammarico la notizia dell’inaugurazione “da favola” del Bosco incantato presso la NPI di Cremona (v. articolo sulla Provincia di Cremona del 27/06/19).
La notizia in se è bella, l’intenzione anche.
Lo spazio coloratissimo ed accogliente - creato all’ingresso della struttura di Via S.Maria in Betlem, nel quale si potrà giocare, aspettare, ridere, parlare- viene definito come un valore aggiunto.
Questa affermazione mi trova d’accordo solo in parte, con una nota di disappunto inevitabile.
Per chi come me ha avuto modo di rivolgersi al servizio il vero valore aggiunto sarebbe non avere tempi di attesa infiniti, trattamenti interrotti quando ancora i bambini – obbiettivamente- ne avrebbero ancora bisogno, prestazione discontinue per i più svariati motivi e mai recuperate, mai proposte possibilità di sostituzioni in grado di mantenere la presa in carico laddove l’interruzione del trattamento sia di lunga durata.
Tutto questo perché non c’è personale a sufficienza per un utenza numericamente altissima rispetto alla possibilità di accoglienza della struttura...
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