Sant'Agata e Sant'Ilario i buoni frutti dell'unione

Caro Direttore,
mi ha impressionato l’articolo di pagina cinque di venerdì 28 novembre 2014. Le critiche sono sempre permesse in democrazia. Sia lecito a me dissentire da chi dissente da me. L’interpretazione negativa di un atto legittimo del Vescovo di Cremona che accorpa alcune parrocchie (ed è solo in suo potere creare nuove parrocchie, modificare i confini delle già esistenti, accorpare due o più parrocchie, azzerare una parrocchia come San Sigismondo...) per un giornale serio come quello da Lei diretto dovrebbe essere accompagnata almeno da un parere positivo di una seconda persona. O forse l’autore dell’articolo voleva avvalorare solo il parere per distruggere il decreto del Vescovo?
L’unità pastorale produce già molti frutti positivi iniziando dalla frequentazione all’oratorio dei ragazzi ed adolescenti. Anche la vita della Chiesa come quella del nostro corpo deve rinnovarsi, altrimenti incancrenisce. E nella Santa Scrittura c’è il comando pastorale di tutto esperimentare, e trattenere ciò che è buono. Il campo sportivo di Sant’Agata inutilizzato da non poco tempo è stato rivitalizzato da squadre”pulcini” e non. Che alla messa delle 10 in Sant’Agata vadano quasi tutti gli ex santilariani è un altro motivo di gioiosa riuscita dell’unità Pastorale. Siamo cattolici e lo stesso Signore lo adoriamo in Spirito e Verità ovunque.
Mi meravigliano inoltre le considerazioni riguardanti la Messa dei Catecumeni. Il Cammino ha statuto approvato dal Papa Benedetto XVI, approvazione paritetica ai terziari francescani, domenicani e carmelitani...Chi vorrà leggerlo è a disposizione. Sarebbe utile al “parrocchiano santagatino” da lei intervistato e tanto valorizzato. Gioverebbe certamente a molti altri disinformati e criticoni.
Con Stima
Don Franco Regonaschi
mi ha impressionato l’articolo di pagina cinque di venerdì 28 novembre 2014. Le critiche sono sempre permesse in democrazia. Sia lecito a me dissentire da chi dissente da me. L’interpretazione negativa di un atto legittimo del Vescovo di Cremona che accorpa alcune parrocchie (ed è solo in suo potere creare nuove parrocchie, modificare i confini delle già esistenti, accorpare due o più parrocchie, azzerare una parrocchia come San Sigismondo...) per un giornale serio come quello da Lei diretto dovrebbe essere accompagnata almeno da un parere positivo di una seconda persona. O forse l’autore dell’articolo voleva avvalorare solo il parere per distruggere il decreto del Vescovo?
L’unità pastorale produce già molti frutti positivi iniziando dalla frequentazione all’oratorio dei ragazzi ed adolescenti. Anche la vita della Chiesa come quella del nostro corpo deve rinnovarsi, altrimenti incancrenisce. E nella Santa Scrittura c’è il comando pastorale di tutto esperimentare, e trattenere ciò che è buono. Il campo sportivo di Sant’Agata inutilizzato da non poco tempo è stato rivitalizzato da squadre”pulcini” e non. Che alla messa delle 10 in Sant’Agata vadano quasi tutti gli ex santilariani è un altro motivo di gioiosa riuscita dell’unità Pastorale. Siamo cattolici e lo stesso Signore lo adoriamo in Spirito e Verità ovunque.
Mi meravigliano inoltre le considerazioni riguardanti la Messa dei Catecumeni. Il Cammino ha statuto approvato dal Papa Benedetto XVI, approvazione paritetica ai terziari francescani, domenicani e carmelitani...Chi vorrà leggerlo è a disposizione. Sarebbe utile al “parrocchiano santagatino” da lei intervistato e tanto valorizzato. Gioverebbe certamente a molti altri disinformati e criticoni.
Con Stima
Don Franco Regonaschi