Dolini si dimette il commento di Stefania Bonaldi

«Ho appreso ieri pomeriggio della dolorosa decisione maturata da Donato Dolini, un amministratore serio, rigoroso, onesto, competente; un punto di riferimento per molti sindaci del nostro territorio, dunque non uno sprovveduto o un irresponsabile. Stamane ho letto la sua dichiarazione integrale al consiglio comunale di Pandino di ieri sera, che ha mandato a me e a diversi colleghi sindaci ed amministratori.
Una decisione coraggiosa, estrema, per la quale provo un rispetto assoluto, perchè le motivazioni che la sottendono sono drammaticamente condivisibili.
In uno dei passaggi più forti Dolini dichiara "non ci sto più a questo gioco osceno, che vede i sindaci ridotti a grigi funzionari dello Stato, spogliati di ogni autonomia decisionale, tranne quella di mettere la faccia davanti ai propri concittadini mentre gli aumentano le tasse per coprire buchi prodotti da altri, mentre le casse dei loro comuni sono piene di soldi che non possono spendere".
E' una sconfitta di tutti noi, quella di Donato Dolini, le cui parole oggi leggerò alla Direzione Nazionale del PD, perchè la politica nazionale guardi in faccia la realtà del Paese e delle periferie ed abbia ben chiaro che così non si può andare avanti.
A questo conducono le conseguenze di anni di mortificazione dei Comuni, gli Enti più vicini ai cittadini e alle loro fragilità, in una crisi che gli economisti dicono la più drammatica degli ultimi cento anni, ingabbiati da un patto di stabilità sempre più folle, stremati dai tagli dello Stato e frustrati da una disciplina della finanza locale folle ed oscura, che mortifica ogni previsione e programmazione.
E' doveroso combattere sprechi e privilegi, ma è bene che tutti sappiano che fatta 100 la spesa pubblica italiana, quella dei Comuni è il 7,6% e fatto 100 il debito pubblico italiano, quelo dei Comuni è il 2,5%: mi pare evidente che il problema di questo Paese non siano i Comuni, eppure gli stessi da troppi anni sono stati le vittime principali di tutte le politiche di rigore dei Governi che si sono succeduti, incluso il presente, portando a situazioni pardossali e inaccettabili.
Grande stima, dunque, per il coraggio e la coerenza del sindaco Donato Dolini».
Stefania Bonaldi
sindaco di Crema
Una decisione coraggiosa, estrema, per la quale provo un rispetto assoluto, perchè le motivazioni che la sottendono sono drammaticamente condivisibili.
In uno dei passaggi più forti Dolini dichiara "non ci sto più a questo gioco osceno, che vede i sindaci ridotti a grigi funzionari dello Stato, spogliati di ogni autonomia decisionale, tranne quella di mettere la faccia davanti ai propri concittadini mentre gli aumentano le tasse per coprire buchi prodotti da altri, mentre le casse dei loro comuni sono piene di soldi che non possono spendere".
E' una sconfitta di tutti noi, quella di Donato Dolini, le cui parole oggi leggerò alla Direzione Nazionale del PD, perchè la politica nazionale guardi in faccia la realtà del Paese e delle periferie ed abbia ben chiaro che così non si può andare avanti.
A questo conducono le conseguenze di anni di mortificazione dei Comuni, gli Enti più vicini ai cittadini e alle loro fragilità, in una crisi che gli economisti dicono la più drammatica degli ultimi cento anni, ingabbiati da un patto di stabilità sempre più folle, stremati dai tagli dello Stato e frustrati da una disciplina della finanza locale folle ed oscura, che mortifica ogni previsione e programmazione.
E' doveroso combattere sprechi e privilegi, ma è bene che tutti sappiano che fatta 100 la spesa pubblica italiana, quella dei Comuni è il 7,6% e fatto 100 il debito pubblico italiano, quelo dei Comuni è il 2,5%: mi pare evidente che il problema di questo Paese non siano i Comuni, eppure gli stessi da troppi anni sono stati le vittime principali di tutte le politiche di rigore dei Governi che si sono succeduti, incluso il presente, portando a situazioni pardossali e inaccettabili.
Grande stima, dunque, per il coraggio e la coerenza del sindaco Donato Dolini».
Stefania Bonaldi
sindaco di Crema