Società partecipate Sel: chiudere Scs Servizi

15 MAG 13
Ultimo aggiornamento: 13:59 | 16 MAG 25
Immagine di Società partecipate Sel: chiudere Scs Servizi
Al Sindaco di Crema Stefania Bonaldi
p.c.
Egr. Sig. Sindaci del Territorio Cremasco
Ai partiti politici e liste civiche
Alla Stampa
Sinistra Ecologia Libertà ha esaminato con attenzione il percorso intrapreso dall’amministrazione del Comune di Crema per ridare un nuovo assetto alla partecipate, di cui fa parte, nell’ottica sottoscritta dalle forze politiche e civiche di maggioranza, già nel programma elettorale 2012-2017 del Sindaco Bonaldi.
Condividendo:
la razionalizzazione e la riduzione delle società superando il modello a “scatole cinesi” attualmente in essere.
La riduzione dei componenti i Cda ponendo vincoli di trasparenza e competenza nelle nomine tramite bandi pubblici e limitando il numero dei mandati.
Rafforzare la governance da parte del Comune, di indirizzo coordinamento e controllo attraverso una organizzazione interna dedicata.
Valutare accuratamente la partecipazione in Linea Group Holding (LGH), rimanendo aperti ad ogni possibile scenario.
Acqua: gestione tramite azienda speciale consortile, a gestione pubblica.
Rifiuti: mantenimento dei buoni risultati operativi e gestionali, in modalità compatibile con il rispetto normativo.
Detto ciò, ed allo stato attuale, dove anche le normative ministeriali impongono il superamento di certi modelli societari, vogliamo qui esprimere il nostro pensiero.
LGH: Auspichiamo che questa società che raggruppa a se anche le società pubbliche operanti sul territorio Cremasco attraverso SCRP, rimanga unicamente una società di servizio ai territori.
Si ponga come obiettivo principale, la gestione delle aziende operanti nel campo del ciclo integrato dell’acqua, dei rifiuti, dei trasporti e la distribuzione del gas-metano. Rafforzando la propria azione tesa a ricercare le migliori soluzione di qualità per i servizi e al miglior prezzo per i Comuni.
E’ poco interessante per l’economia dei Comuni stessi, aspettarsi degli utili derivanti da un businnes che prevede un’espansione in altre aree di mercato o altri settori commerciali di poca rilevanza pubblica, di incertezza e inflazione del mercato, dei soggetti privati. Sapendo che i settori non produttivi verranno poi ripagati con soldi derivanti dagli stessi comuni soci e perciò dai cittadini. Oggi le tariffe basse e la buona qualità dei servizi aiutano comuni e cittadini, meglio che la distribuzione di qualche utile di esercizio.
La stessa presenza oggi di LGH in alcune società di smaltimento o trasformazione dei rifiuti, del ciclo integrato dell’acqua o delle energie rinnovabili (Biogas) fa equivocare anche sulla condivisione di certi obiettivi inseriti nei piani provinciali e comunali, in particolare quelli riferiti alle politiche di riduzione, recupero e trasformazione, invece dell’incenerimento e delle discariche. O come quelli delle energie rinnovabili non affini a principi etici.
Pertanto le future intenzioni di LGH devono essere chiarite. Essa è ancora un’azienda al servizio dei territori o come pensiamo, si sta progressivamente spostando verso una diversa tipologia aziendale con obiettivi legittimi ma molto distanti dalle esigenze che i comuni si aspettano?
A tale proposito serve ricordare che le sorti finanziarie di LGH si reggono in primis su una base solida e sicura di mercato (i comuni), attraverso le partecipate, mentre, ci sembra di intuire che la strategia di LGH, preveda l’espansione commerciale sull’intero mercato nazionale, anche con finalità non congeniali, come l’acquisto della discarica in Puglia e l’energia da biogas prodotta con fonti vegetali destinate all’ alimentazione umana.
Questo interrogativo pone in condizione anche le partecipate, il cui peso azionario si sta sempre più riducendo, di ripensare la loro presenza o meno all’interno di questa progressiva trasformazione, per ora non completata, ma ancora poco trasparente.
SCRP: come in premessa, riteniamo utile la ricomposizione amministrativa in un CDA, che valutiamo, per mole di lavoro, finanziario-contabile, essere più democratico e meglio gestito se formato, ad esempio, da 5 membri di cui tre dipendenti e due di nomina politica (previsto dall’attuale legislazione in materia). Rispetto ad un solo amministratore unico.
La partecipazione delle scelte e delle visioni generali, anche all’interno di una società partecipata dai comuni, è per noi meglio garantita che non l’unicità.
Ovviamente un CDA ridimensionato nei costi. Riducendo di molto l’emolumento per i due membri di nomina politica. Il CDA si può avvalere dell’apporto consultivo di un gruppo di Sindaci rappresentativi del territorio. SCRP ritorni ad essere luogo di sintesi politica del territorio, converga a sé le esigenze per trasformale in opere ed investimenti utili a tutti.
Si liberi di rami d’azienda che oggi non è più in grado di gestire con risultati e bilanci soddisfacenti, pensiamo a Biofor, SIC srl, Consorzio IT srl., SCCA, SCS servizi locali.
Quest’ultima, SCS servizi locali, travagliata dall’ultima gestione fallimentare e costellata di debiti, ridotti nel 2012- 2013, unicamente per la diminuzione di personale, ma in totale assenza di commesse (divisione costruzioni) dai comuni, va chiusa non appena si trova la soluzione in affidamento dei tre rami d’azienda ancora in gestione, come piscina, illuminazione e impianti sportivi.
SCS Gestioni: Come per SCRP valutiamo utile la gestione attraverso un CDA formato da 3 membri di cui due dipendenti ed uno di nomina politica. Vale lo stesso ragionamento fatto sopra per un significativo risparmio. Questa società dovrà in qualche modo essere anche ripensata in vista del bacino di utenza che le nuove norme in materia impongono essere non più per ambito ottimale (sub ambito), ma provinciale perciò molto più esteso dell’attuale. Questa imposizione deve far riflettere su come potrà svilupparsi SCS gestioni in futuro.
Pensiamo con questo contributo di aver rispettato a pieno il programma elettorale del Sindaco Bonaldi nella sua parte dedicata alle partecipate.
Valutiamo positivamente l’intenzione promossa nell’assemblea dei Sindaci dell’8 maggio scorso di dare un nuovo assetto al CDA di SCRP con la nomina di 5 membri come anche da noi indicato. Riteniamo che la non contrapposizione plateale, fra le due soluzioni, sia stata bene accolta anche da coloro che erano favorevoli ad una soluzione diversa, come la nostra stessa amministrazione comunale di Crema sosteneva; convinti che la partecipazione ai processi decisionali debba sempre essere garantita in modo plurale.
Riteniamo con ciò non concluso il nostro interessamento e contributo all’azione politica che promuoverà i nuovi assetti societari, per competenza e responsabilità civica.
Ci riserviamo non appena la tipologia di governo delle società partecipate sarà reso definitivo e comprensivo anche di un’unica società a gestione pubblica, operante nel ciclo integrato dell’acqua, di formulare le nostre proposte, per metodo (non solo conferimento, ma gare) confronto (col mercato privato e pubblico), strategia ed obiettivi a medio e lungo termine di cui le società a nostro modo di vedere dovranno dotarsi.