Terra dei fuochi
Patriciello: Il problema non sono i rifiuti urbani ma l'intreccio tra Camorra, imprenditoria e politica

Ancora rifiuti. Ancora guadagni milionari ricavati dall’ occultamento di rifiuti speciali. Ancora un popolo che grida: «Fate attenzione. Non rendetevi complici del male spostando il discorso sui rifiuti urbani; il vero problema sono gli scarti industriali illegalmente smaltiti». Ancora un anomalo aumento di morti di cancro in giovane età, che la gente coglie e che le autorità tentano di ridimensionare. Ma i morti stanno là. Hanno un volto, un nome, una storia. Basta prendersi la briga di volerle conoscere quelle storie. L’ ondata di proteste che scosse la Campania e l’ Italia qualche anno fa, sembrava essersi placata. Piccoli interventi dello Stato, in verità, li abbiamo avuti. Poveri palliativi per tenere a bada la rabbia e lo sdegno dei cittadini. Il governo ha spostato l’ attenzione sulle immondizie accumulate negli anni tra i pescheti nei comuni di Giugliano e Villa Literno, nella zona detta “Taverna del re”. Ben sei milioni di tonnellate di rifiuti per smaltire i quali Renzi ha promesso di stanziare 450 milioni di euro. E noi a dire e ribadire che “taverna del re” non è terra dei fuochi. Il dramma della “Terra dei fuochi” non si risolve con una stretta di mano tra amici. “Terra dei fuochi” – vogliamo ripeterlo fino alla noia - non è la “monnezza” della nonna. Terra dei fuochi è il risultato di un intreccio spaventoso tra camorra, imprenditoria disonesta e politica collusa.