Il direttore risponde
L'impegno sociale apre il Vangelo al mondo

Caro direttore,
premetto che sono un chimico, svolgo la professione di insegnante di scuola superiore da ormai 24 anni e posso definirmi una cattolica impegnata nell’evangelizzazione dei poveri di Dio e di pane. La mia esperienza mi dice che a Papi Santi che fanno volare le anime, corrispondono alla base Vescovi e Presbiteri, chiusi e interessati all’aspetto sociale che, seppur importante e urgente, nell’attualità dell’oggi, non è il centro della evangelizzazione che rimane Cristo. L’evangelizzazione «non può limitarsi alla semplice e ristretta dimensione economica, politica, sociale o culturale, ma deve mirare all’uomo intero, in ogni sua dimensione, compresa la sua apertura verso l’assoluto, anche l’Assoluto di Dio» Evangelii Nuntiandi, 33). Gli aspetti sociali sono una conseguenza della scelta di Dio, e in nessun modo eventi salvifici. Come la mettiamo con il popolo di Dio, con i suoi bisogni e le sue richieste di spiritualità, che illuminano i vari settori sociali e danno le ali all’anima perché si senta responsabile del piano di Dio sulla Chiesa?
Cristina Floro, Termoli (Cb)
Gentile direttore,
«l’unica possibilità che abbiamo è l’amore», diceva Thomas Merton. E Papa Francesco, in occasione della sua recente visita a Gerusalemme ha affermato: «Non c’è pace senza giustizia». All’Angelus del 20 luglio ha dato nome al responsabile del male nel mondo, che «non proviene da Dio, ma dal suo nemico, il maligno (…). È curioso, il maligno va di notte a seminare la zizzania, nel buio, nella confusione (…) Vi esorto a perseverare nella preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto che persistono in diverse zone del mondo, specialmente in Medio Oriente e in Ucraina. Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!». La Chiesa opera nel mondo con l’annuncio e la preghiera, ma ancora di più nell’essere operatrice di giustizia e di pace, far conoscere l’amore di Dio diffonde la Verità che genera il bene, la giustizia, la pace e la fratellanza dei popoli. La misura e la qualità di questa testimonianza, la indica San Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). La pienezza della vita dell’uomo e del mondo discende dalla relazione stabile con Dio. Solo una «un’Ecclesia audiens» (Karl Barth) può essere «Ecclesia docens», cioè parola autorevole perché realizzatrice, efficace per i cristiani e significativa per l’uomo di oggi. Enzo Bianchi, priore di Bose (nel suo libro del 2003 "Cristiani nella società"), infatti scrive: «L’essere della Chiesa e del cristiano non coincide né con la capacità di elaborare uno stare nel mondo, né con un progetto di liberazione, di giustizia e di pace, tutto questo è ovvio, ma la differenza dell’essere Chiesa e cristiano è nel bisogno di realizzare la pace, la giustizia e il bene attraverso la logica della croce, quale segno eloquente del passaggio dalla morte alla vita del Risorto».
Ma intanto i governi spendono miliardi e miliardi di euro in armamenti. Ventuno Paesi europei, dal 2008 al 2012, hanno fornito armi per 1 miliardo e 160 milioni di euro a diversi altri Paesi ora in guerra. E quando un Paese è pieno di armi, la guerra è sicura, e sicure sono le provocazioni necessarie a scatenarla. I leader degli Stati e i responsabili di focolai di guerra, accesi in varie parti nel mondo, accolgano il monito di Papa Francesco, comprendano che la migliore risoluzione dei problemi sta nell’assumere la decisione coraggiosa del ripudio della guerra, per assicurarsi la sicura vittoria e il vero benessere. L’impegno per la pace, la cessazione di ogni guerra e la fine della produzione di armamenti, è un impegno di lunga durata per giungere all’eliminazione completa della guerra dall’orizzonte dell’umanità, per cui occorre investire sulla cultura della giustizia, la quale garantirà pace e vita al mondo. E così, come scriveva don Tonino Bello «La città, il mondo, reso più umano, sperimenterà un traboccamento di pace».
Padre Emanuele (Pasquale) Iovannella, ofm conv
Cappellano di bordo, Apostolato del mare Cei