Putin invia petrolio in Siria, in barba alle sanzioni

Navi della flotta fantasma continuano a fare la spola verso Banias. L'affare del greggio a basso costo vale anche per Damasco
23 OTT 25
Ultimo aggiornamento: 02:0119 GIU 26
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Putin invia petrolio in Siria, in barba alle sanzioni

La Merope, una delle petroliere della flotta russa usate per trafficare greggio (foto Getty)

L’intesa sancita a Mosca una settimana fa tra Ahmed al Sharaa e Vladimir Putin si sta concretizzando in queste ore. Una petroliera appartenente alla flotta fantasma dei russi, la Antarktika, è pronta a scaricare al porto siriano di Banias un carico consistente di petrolio. Secondo Reuters, si tratta dell’equivalente di 750 mila barili di greggio e gas condensato prodotti dalle russe Gazprom Neft e Novatek. Si tratta di molto più del totale estratto in Siria ogni giorno, che da dopo la guerra si è attestato a meno di 90 mila barili al giorno.
L’analista siriano Abed al Thalji ha ricostruito la provenienza del mix di idrocarburi. L’Antarktika è salpata dal porto di Ust-Luga e appartiene alla compagnia di stato russa PJSC Sovcomflot, che è sottoposta a sanzioni internazionali. L’Antarktika risulta nelle liste delle società destinatarie di misure restrittive emesse da Stati Uniti, Regno Unito e Canada perché le sue attività illecite finanziano la guerra in Ucraina. La Siria ha un disperato bisogno di greggio, la cui produzione si è ridotta a un quarto rispetto all’inizio della guerra civile. Prima dell’Antarktica, almeno altri due carichi sono arrivati da petroliere sanzionate e provenienti dalla Russia – la Fearless a giungo e la Sakina ad agosto. Sebbene molti paesi si siano offerti di aiutare la Siria con forniture energetiche, il petrolio russo resta il più vantaggioso per Damasco, perché venduto a prezzo scontato. Una carta che Putin usa per tenere un piede nella Siria post assadista.