Lavoro temporaneo nella Gdo, opportunità per i giovani

31 GEN 25
Ultimo aggiornamento: 15:3218 GIU 26
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La Gdo-Grande distribuzione organizzata rappresenta uno dei principali motori occupazionali in Italia. Secondo i dati Unioncamere, nel 2023 sono state oltre 480mila le entrate di lavoratori nel comparto, determinando il 9% del totale delle entrate a livello nazionale. Ma quali sono le principali dinamiche del lavoro temporaneo nella Gdo italiana? Lo svela iziwork - l’Agenzia per il lavoro digitale che sta rivoluzionando il mercato del lavoro somministrato e il reclutamento grazie alla tecnologia e all’intelligenza artificiale – attraverso una nuova ricerca di iziwatch - l’Osservatorio sul lavoro temporaneo – dedicato alla Gdo. Lo studio è stato realizzato sulle oltre 4mila persone che hanno trovato occupazione nel comparto tramite iziwork da fine 2020, quando la start up è arrivata in Italia, a oggi.
«La Gdo è un settore chiave per l’occupazione in Italia, soprattutto per i giovani, che rappresentano una quota significativa delle nuove assunzioni –spiegaPierluigi Lauriano, amministratore delegato di iziwork in Italia.– Attraverso il nostro osservatorio, abbiamo fotografato una realtà dinamica, dove il lavoro temporaneo gioca un ruolo cruciale: offre alle imprese una forza lavoro flessibile e ai lavoratori l’opportunità di accedere al mercato e accumulare esperienza. La Gdo, inoltre, valorizza al meglio il modello iziwork, che in questo settore esprime il suo pieno potenziale. Grazie al nostro modello di business, di cui tecnologia e intelligenza artificiale sono protagonisti, garantiamo un’alta velocità di staffing anche in situazioni straordinarie, come le urgenze del weekend. Vogliamo continuare a offrire soluzioni agili ed efficienti, avvicinando domanda e offerta di lavoro. Il nostro obiettivo è continuare a supportare la crescita delle aziende del settore e accompagnare le persone nel loro percorso di carriera, coniugando tecnologia e attenzione alle necessità individuali».
Nel 2023, la Gdo conta oltre 180mila aziende con dipendenti. Di queste, più della metà (55%) prevede assunzioni. Nonostante molte imprese stiano attualmente affrontando difficoltà nel reperire personale, la Grande Distribuzione si conferma tra i settori che incontrano meno ostacoli nell’attrarre e acquisire talenti, con solo il 35% che segnala criticità in questo ambito. Un dato di gran lunga inferiore a quello di altri comparti come quelli dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (53%), della sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati (51%) e dei servizi di alloggio e ristorazione - servizi turistici (48%). La Gdo si distingue, inoltre, per un’offerta di lavoro concentrata verso i più giovani: il 45% delle entrate è rivolta proprio alla componente giovanile.
La Gdo si colloca al terzo posto tra i settori produttivi italiani in cui si concentra maggiormente il lavoro temporaneo con il 13% delle richieste totali. Un numero superiore di richieste arriva soltanto dall’informatica e servizi alle imprese (28%) e dai trasporti (16%). A seguire si collocano invece settori come i servizi pubblici (12%), ristorazione e hotellerie (6%) e industria alimentare (5%). Tra le figure lavorative più ricercate, spiccano di gran lunga gli scaffalisti (69%), seguiti dai magazzinieri (14%), dai cassieri e dai fattorini (entrambi 4%) e dai commessi generici (3%). Forte la presenza femminile: il 66% dei lavoratori su cui è stata realizzata la ricerca sono donne.
Anche i dati iziwork confermano che per i giovani il lavoro temporaneo può rappresentare un punto di partenza per accumulare esperienza e familiarizzare con il mondo del lavoro ed in particolare della Gdo. Quasi nove contratti temporanei su dieci (87%) del comparto riguardano persone fino ai 34 anni. La fascia 18-24 anni è quella maggiormente rappresentata con il 62%. Segue la fascia 25-34 (25%), con una progressiva diminuzione al crescere dell’età. Solo il 9% dei contratti riguardano, infatti, lavoratori dai 35 ai 49 anni e ancora meno dai 50 in su (2%).
Quali sono le regioni e le città in cui si concentrano le richieste? In cima alla classifica troviamo la Lombardia, che occupa circa un lavoratore su quattro (24%), seguita da Toscana (15%), Lazio (14%), Piemonte (9%), Emilia-Romagna (8%) e Sardegna (6%). Non sorprende dunque che a livello cittadino, la graduatoria veda al primo posto Milano (19%), con al seguito Roma (10%) e Torino (7%).