Se il motore gira al minimo

24 OTT 24
Ultimo aggiornamento: 20:2716 MAG 25
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Monica Tonghini, segretario generale della Fim CISL Asse del Po (che rappresenta i lavoratori metalmeccanici) fa il quadro del momento che vive il comparto, alla luce della crisi dell’automotive, ma anche delle partite aperte sui rinnovi dei Ccnl.
Che momento vive il comparto?
«Siamo in una fase piuttosto complicata per il settore. Abbiamo in corso quasi tutti i rinnovi dei Ccnl. Il contratto Federmeccanica e Assistal e il Ccnl Cooperative Industria sono scaduti il 30 giugno 2024, mentre quello Confimi è scaduto un anno fa. Il contratto Artigiani Metalmeccanici è scaduto nel 2022, e la trattativa per il rinnovo 2023–2026 è ancora in corso. Tuttavia, a dicembre 2023 è stato concordato un aumento del 6,6% sui minimi, come anticipo sugli adeguamenti da definire. La crisi demografica potrebbe favorirci in questo processo. Il Ccnl Orafi Argentieri e Unionmeccanica Confapi scadrà il 31 dicembre 2024, e la piattaforma per il rinnovo deve essere ancora presentata nelle assemblee».
Quali sono i prossimi passi da compiere?
C’è molto lavoro da fare, ma è noto che il rinnovo del Ccnl Federmeccanica e Assistal ha storicamente un effetto trascinante sugli altri contratti. La trattativa è già iniziata, sebbene con molte difficoltà. Attualmente, le distanze sono ancora significative, e non solo sulla parte economica. La moratoria sta per scadere, e speriamo che si entri finalmente nel vivo della trattativa. Come afferma il nostro Segretario Generale Ferdinando Uliano “siamo oggi al teatrino della contrattazione”. Purtroppo, anche il settore sta subendo un rallentamento a macchia di leopardo, sia economico che produttivo. La crisi del settore automobilistico sta mettendo in difficoltà tutto il comparto. La transizione all’elettrico non è stata adeguatamente guidata, e oggi sta avendo un grande impatto sia occupazionale che sociale»...
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