Elettricità, linfa per case e città

29 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 18:17 | 16 MAG 25
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Arnaldo Zaffanella, perito elettrotecnico, racconta, partendo dalla sua esperienza, da dove viene e che futuro ha una professione a volte sbrigativamente snobbata, ma che potrebbe diventare sempre più protagonista nel contesto delle trasformazioni che sta vivendo la nostra società.
Quale è stato il suo percorso?
«Mi sono diplomato, come perito elettrotecnico, all’Ala Ponzone Cimino di Cremona nel 1967 e a novembre dello stesso anno ho iniziato a lavorare in Enel: all’epoca il tempo di passaggio dalla scuola al mondo del lavoro era rapido. Sempre nella stessa azienda ho trascorso 40 anni di lavoro, prima come tecnico a Casalmaggiore poi come capo ufficio tecnico a Cremona e quindi come responsabile della provincia di Cremona e successivamente di Mantova. In seguito sono stato per due anni collaboratore al CESI (centro elettrotecnico sperimentale italiano, ndr) sempre per Enel e poi ho diretto una scuola a Milano nel campo della sicurezza e delle materie tecniche. Diciamo che mi sono avvalso dell’iscrizione all’Albo professionale soprattutto una volta che ho smesso di essere dipendente e ne sono tuttora iscritto, tanto da essere membro del Consiglio direttivo dell’Ordine di Cremona...
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