L’importante è mettere a fuoco

16 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 19:5016 MAG 25
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Renato Busi, fisico esperto in ottica medica, racconta l’evoluzione di una professione che pur affondando le proprie radici nel passato da poco è stata riconosciuta come tale e che ora guarda al futuro. Un’evoluzione ben esemplificata anche dal percorso dello stesso Busi.
Qual è stato il suo percorso?
«Nonostante io sia di Casalmaggiore, ho frequentato il liceo a Parma, al Marconi, perché proponeva l’indirizzo di sperimentazione informatica che sul territorio non c’era. Dopo il diploma, non essendo ancora l’ottica e optometria inserita nella Facoltà di Scienze dei materiali, ho frequentato un corso professionale di ottica. Dopodiché ho seguito un altro anno di un corso di specializzazione in optometria: anche se non era riconosciuto, l’ho frequentato per una crescita professionale e personale. Infine, è nato il corso di ottica e optometria all’interno della facoltà di Scienze dei materiali in Bicocca a Milano: un corso pilota, il primo in Italia, che poi è stato riproposto anche in altri Atenei. Al momento dell’iscrizione, tra chi frequentava le lezioni ero tra i più grandi, ma c’erano anche persone più anziane che stavano aspettando da anni il riconoscimento della professione»...
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