Domanda e offerta, unione difficile

10 FEB 22
Ultimo aggiornamento: 17:44 | 16 MAG 25
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Il fenomeno, sempre più frequente, delle dimissioni volontarie dal lavoro non è necessariamente un segnale negativo. Anzi, può essere sintomo di una rinnovata vitalità del mercato occupazionale, dove i lavoratori possono sempre di più “scegliere” dove lavorare. Lo ha spiegato molto bene il professor Pietro Ichino, giuslavorista, accademico e politico, intervistato nella terza parte di “Sviluppo & Territorio”.
Secondo Ichino, infatti, il lavoro in Italia c’è, mentre resta un grandissimo problema l’incontro tra l’offerta (“un giacimento a volte inesplorato”) e la domanda. Su questo punto – ha detto il professore – è importante che le istituzioni attivino nuovi e più efficaci servizi, per permettere ai giovani di colmare il gap a volte presente tra le aspirazioni (soprattutto dei genitori) e le effettive capacità.
Anche perché un’altra grave criticità nazionale riguarda i “NEET”, acronimo inglese di “Not in Education, Employment or Training” che indica i giovani che non lavorano e non studiano.
In Italia il 25% dei giovani dai 18 ai 34 anni non lavora e non studia (uno su quattro) e il nostro Paese si colloca ai primi posti in Europa per numero di “NEET”. Quali le motivazioni? Forse in Italia manca il lavoro più che in altri Paesi dell’Ue? Secondo Ichino, la spiegazione va ricercata altrove. Infatti, se la disoccupazione generale italiana si attesta al 9% e quella giovanile raggiunge quasi il 30%, il problema non è la mancanza di lavoro, bensì la difficoltà a far incontrare domanda ed offerta.
Anche perché, spesso, sono poco conosciute realtà di eccellenza presenti sul territorio. È il caso delle Officine Aiolfi di Madignano, che abbiamo scoperto in questa puntata di “Sviluppo & Territorio” grazie all’ottimo reportage realizzato da Simone Arrighi...
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