Notaio, ma non per diritto di nascita

Dal 1997 Daniele Manera esercita la professione di Notaio a Soresina. Originario di Milano, si è diplomato al liceo Classico San Carlo e si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano.
Oggi a Soresina ha il suo studio principale cui ha affiancato un ufficio proprio nel capoluogo regionale. «Non ho mai avuto la necessità - spiega Manera - di cambiare sede, pur essendo di Milano. Ho deciso di trasferirmi a Soresina e oggi mi divido tra le due città. Dal 2017, infatti, la competenza dei notai è regionale e non più solo territoriale, per cui si può esercitare, nel mio caso, in tutta la Lombardia».
Oggi a Soresina ha il suo studio principale cui ha affiancato un ufficio proprio nel capoluogo regionale. «Non ho mai avuto la necessità - spiega Manera - di cambiare sede, pur essendo di Milano. Ho deciso di trasferirmi a Soresina e oggi mi divido tra le due città. Dal 2017, infatti, la competenza dei notai è regionale e non più solo territoriale, per cui si può esercitare, nel mio caso, in tutta la Lombardia».
Quando ha maturato la decisione di intraprendere questa strada?
«Innanzitutto, vorrei sfatare il luogo comune secondo cui per fare il notaio bisogna essere figli o nipoti di notai: secondo un’indagine di qualche anno fa del Consiglio Nazionale del Notariato infatti, solo il 18% dei notai attualmente in esercizio in Italia lo è. Per cui è falso parlare di una casta di professionisti che si tramanda la professione di padre in figlio. Io, ad esempio, sono figlio di un macellaio e di una commerciante. Quando mi sono laureato in Giurisprudenza l’ultima cosa a cui pensavo era quella di diventare notaio, il mio obiettivo era quello di fare l’avvocato. Chiesi così a mia madre se ne conoscesse uno, ma mi rispose che conosceva solo un notaio, se avessi voluto andare a far pratica presso il suo studio...
«Innanzitutto, vorrei sfatare il luogo comune secondo cui per fare il notaio bisogna essere figli o nipoti di notai: secondo un’indagine di qualche anno fa del Consiglio Nazionale del Notariato infatti, solo il 18% dei notai attualmente in esercizio in Italia lo è. Per cui è falso parlare di una casta di professionisti che si tramanda la professione di padre in figlio. Io, ad esempio, sono figlio di un macellaio e di una commerciante. Quando mi sono laureato in Giurisprudenza l’ultima cosa a cui pensavo era quella di diventare notaio, il mio obiettivo era quello di fare l’avvocato. Chiesi così a mia madre se ne conoscesse uno, ma mi rispose che conosceva solo un notaio, se avessi voluto andare a far pratica presso il suo studio...
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