«Una sfida che consiglio»

25 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 17:27 | 16 MAG 25
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Camila Acosta è arrivata a Cremona nel 2019, a sedici anni, per frequentare la terza classe del Liceo di Scienze Umane Economico Sociali “Sofonisba Anguissola”. Oggi è tornata nella sua Pilar, una piccola cittadina del Paraguay meridionale, a breve distanza dal corso del fiume Ñeembucú, affluente del Paraguay, un corso d’acqua lungo 2625 chilometri (quattro volte il Po) che segna il confine con l’Argentina.
«Una delle prima cose che ho notato a Cremona - racconta - è quanto la città sia integrata e collegata con i territori circostanti». L’osservazione potrebbe suonare strana a chi è abituato a considerare Cremona come una città priva di collegamenti, ma risulta più chiara osservando una cartina della sua città di origine. La strada che porta da Pilar a San Ignacio e da lì alla capitale Asuncion è stata asfaltata solo da qualche anno, mentre il fiume Paraguay è ancora oggi “invalicabile” e costringe ad una lunga deviazione chiunque voglia raggiungere l’Argentina o solo percorrere il tragitto più breve tra la cittadina e la capitale paraguayana. «Un’altra cosa che ho notato – prosegue Camila – è che a Cremona molti si lamentano della sua monotonìa, mentre personalmente l’ho trovata speciale e talvolta addirittura sorprendente. Tuttavia, come accade passeggiando tra le strade di Pilar, capita spesso d’incontrare qualcuno che si conosce»...
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