Benessere e salute le nostre priorità

Chiara Mondini è la presidente della Commissione d’Albo degli Educatori Professionali di Cremona. Ha conseguito il Post diploma di Educatore professionale nell’anno 2000, per poi laurearsi in Educazione Professionale classe snt/2 presso Università degli Studi di Brescia.
Nel 2010 ha seguito corso di perfezionamento post laurea in “Educatori Professionali Supervisori” e nel 2019 ha conseguito diploma di Counsellor Professionista di secondo livello. Attualmente è iscritta al Master di primo livello in Management e Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Lavora presso l’Asst di Cremona nell’area riabilitativa dell’Unità Operativa di Psichiatria n° 29.
Nel 2010 ha seguito corso di perfezionamento post laurea in “Educatori Professionali Supervisori” e nel 2019 ha conseguito diploma di Counsellor Professionista di secondo livello. Attualmente è iscritta al Master di primo livello in Management e Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Lavora presso l’Asst di Cremona nell’area riabilitativa dell’Unità Operativa di Psichiatria n° 29.
Come è stato il percorso per il riconoscimento a livello ordinistico della professione?
La figura dell’Educatore professionale (EP) è presente nei servizi nel nostro Paese a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, poi si è sviluppata negli anni ’60 e ’70 quando si è diffusa l’idea che le persone con problemi non dovessero risiedere in istituzioni totali e chiuse e si è fatta interprete di queste istanze portate dai cittadini esclusi da molti diritti. Negli anni ’80 con l’istituzione del servizio sanitario nazionale e i processi di integrazione socio sanitaria l’EP si delinea sempre di più come la professione che si occupa del “recupero” delle persone, ma il riconoscimento giuridico ministeriale della professione che rappresentiamo risale al 1984...
La figura dell’Educatore professionale (EP) è presente nei servizi nel nostro Paese a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, poi si è sviluppata negli anni ’60 e ’70 quando si è diffusa l’idea che le persone con problemi non dovessero risiedere in istituzioni totali e chiuse e si è fatta interprete di queste istanze portate dai cittadini esclusi da molti diritti. Negli anni ’80 con l’istituzione del servizio sanitario nazionale e i processi di integrazione socio sanitaria l’EP si delinea sempre di più come la professione che si occupa del “recupero” delle persone, ma il riconoscimento giuridico ministeriale della professione che rappresentiamo risale al 1984...
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