Notaio grazie al volo di un... calabrone

Francesca Riboldi dallo scorso anno è entrata a far parte dei Distretti notarili riuniti di Cremona e Crema: «Sinceramente, nel corso degli studi superiori, svolti presso l’istituto alberghiero Collegio Arcivescovile Ballerini di Seregno, non avevo assolutamente l’intenzione di intraprendere la professione di notaio. Volevo imparare le lingue straniere e trovare un lavoro che mi permettesse di viaggiare».
Qual è stato il punto di svolta?
L’indirizzo alberghiero al Ballerini è abbastanza faticoso, sono 40 ore di lezione settimanali perché, oltre alle materie pratiche, ci sono anche quelle teoriche, fra cui diritto ed economia quindi, nel corso dei cinque anni, capii che amavo studiare. Da qui l’idea di frequentare l’università per diventare avvocato penalista.
Dopo aver dato i primi esami però capii subito che non era la strada giusta per me, preferivo il diritto sostanziale alle procedure, così alla fine del terzo anno, andai da mio padre chiedendogli quali materie fosse opportuno inserire nel piano di studi per intraprendere – una volta laureata – la carriera di notaio. Papà ha lavorato quarant’anni in uno studio notarile...
L’indirizzo alberghiero al Ballerini è abbastanza faticoso, sono 40 ore di lezione settimanali perché, oltre alle materie pratiche, ci sono anche quelle teoriche, fra cui diritto ed economia quindi, nel corso dei cinque anni, capii che amavo studiare. Da qui l’idea di frequentare l’università per diventare avvocato penalista.
Dopo aver dato i primi esami però capii subito che non era la strada giusta per me, preferivo il diritto sostanziale alle procedure, così alla fine del terzo anno, andai da mio padre chiedendogli quali materie fosse opportuno inserire nel piano di studi per intraprendere – una volta laureata – la carriera di notaio. Papà ha lavorato quarant’anni in uno studio notarile...
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