Quel salto senza paracadute

Sra Cannizzaro, cremonese ormai trapiantata negli Stati Uniti, racconta la sua esperienza di italiana all’estero, iniziata da un percorso legato ad Intercultura.
Qual è stato il suo iter accademico tra scuole superiori ed università?
La figlia di un amico di mio padre fece un programma di Intercultura negli Stati Uniti quando ero in terza media e i suoi racconti mi incuriosirono. Ho frequentato il classico al Manin. Durante il ginnasio, il professor Giazzi e la professoressa Frassi mi insegnarono non solo la grammatica, il latino, la storia, ma soprattutto a chiedermi sempre il perché, ad andare oltre l’imparare a memoria, a capire le ragioni invece di ricordare le regole. Con l’inizio del liceo ed il cambio di professori il mio entusiasmo verso lo studio cominciò ad affievolirsi. Le lezioni diventavano sempre più mnemoniche e frontali e per un carattere esuberante e piuttosto creativo come il mio l’atmosfera era sempre più limitante...
La figlia di un amico di mio padre fece un programma di Intercultura negli Stati Uniti quando ero in terza media e i suoi racconti mi incuriosirono. Ho frequentato il classico al Manin. Durante il ginnasio, il professor Giazzi e la professoressa Frassi mi insegnarono non solo la grammatica, il latino, la storia, ma soprattutto a chiedermi sempre il perché, ad andare oltre l’imparare a memoria, a capire le ragioni invece di ricordare le regole. Con l’inizio del liceo ed il cambio di professori il mio entusiasmo verso lo studio cominciò ad affievolirsi. Le lezioni diventavano sempre più mnemoniche e frontali e per un carattere esuberante e piuttosto creativo come il mio l’atmosfera era sempre più limitante...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 26 APRILE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT