Lavoro, buon sangue non mente

Catia Camozzi ha poco più di trent’anni, ma ha già raggiunto tanti obiettivi. Lavorativi e di vita. E’ moglie e mamma, oltre ad esercitare, a pieno ritmo, la professione di consulente del lavoro: «Il lavoro me lo sono trovato in casa. Ho iniziato con gli studi superiori presso il liceo scientifico Gaspare Aselli di Cremona, perché volevo tenermi aperte tutte le porte. In realtà non avevo ancora le idee chiare. Alla fine di quel percorso mi sono posta la fatidica domanda: cosa faccio ora?».
Quale fu la sua scelta?
Mio padre già esercitava il lavoro di consulente del lavoro. Lo vedevo in difficoltà, perché gli orari si facevano pesanti, così come la mole di clienti. Allora ho deciso di puntare sulla facoltà di Economia e commercio. Non ho mai amato troppo la matematica e le scienze, il mio lato umanistico sapevo avrei potuto svilupparlo da sola. Così la scelta era quasi obbligata...». (...)
Mio padre già esercitava il lavoro di consulente del lavoro. Lo vedevo in difficoltà, perché gli orari si facevano pesanti, così come la mole di clienti. Allora ho deciso di puntare sulla facoltà di Economia e commercio. Non ho mai amato troppo la matematica e le scienze, il mio lato umanistico sapevo avrei potuto svilupparlo da sola. Così la scelta era quasi obbligata...». (...)
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