Se il farmacista è sempre in trincea

«Sono arrivata alla professione di farmacista ospedaliera quasi per caso. Sono molto contenta, perché è un lavoro in cui riesco ad esprimere al meglio me stessa». Mara Tisi, trentenne cremonese, racconta il lungo percorso che l’ha portata all’interno dell’Ospedale Maggiore di Cremona. Con un ruolo di enorme responsabilità.
Dottoressa, partiamo dagli inizi.
Il mio viaggio è partito dal liceo linguistico ed inizialmente dalla facoltà di lingue, la scelta, allora, più immediata.
Il mio viaggio è partito dal liceo linguistico ed inizialmente dalla facoltà di lingue, la scelta, allora, più immediata.
Come è arrivata allo studio della farmacia?
A metà del primo semestre capii di non aver scelto la mia strada. Cambiai indirizzo. E decisi di iscrivermi al test di ingresso per la facoltà di medicina. Che non riuscii a passare al primo colpo. (...)
A metà del primo semestre capii di non aver scelto la mia strada. Cambiai indirizzo. E decisi di iscrivermi al test di ingresso per la facoltà di medicina. Che non riuscii a passare al primo colpo. (...)
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