Se l’ingegnere progetta il mondo

2 MAR 15
Ultimo aggiornamento: 17:2916 MAG 25
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Duemilacinquecento laureati l’anno, con un tasso di occupazione che supera abbondantemente il 90% ed un boom di nuove immatricolazioni: «Se in Italia ingegneria ha fatto registrare una flessione di quasi il 6%, noi siamo cresciuti del 23%». Il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, a Cremona per una serie di impegni, appare giustamente orgoglioso nel ricordare come, a dispetto della crisi, il Politecnico sia riuscito ad intercettare un numero crescente di studenti, offrendo una formazione di primissimo livello, ma anche opportunità di lavoro, in Italia e all’estero, proporzionate al percorso di studi. Lo abbiamo incontrato per un’intervista a tutto campo sull’università, il lavoro e l’Expo.
In Italia i giovani senza lavoro sono tantissimi. Qual è la realtà del Politecnico?
Per i nostri laureati i tassi di occupazione sono superiori al 95%. Siamo, dunque, al pieno impiego. Storicamente ingegneria ha sempre offerto più opportunità rispetto ad altre facoltà. Pensi che mediamente ogni nostro laureato ha 2,5 offerte di lavoro. E’ un dato importante perchè significa che anche in questi anni di crisi agli ingegneri non è mancata la possibilità di scegliere fra più opportunità di impiego. E non è poco...
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