«Così il mio sogno è diventato realtà»

26 DIC 14
Ultimo aggiornamento: 17:2316 MAG 25
Tradotto con IA
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Da una decina d’anni cinema e televisione hanno pescato a piene mani dalla realtà del’investigazione scientifica e dell’analisi medica per produrre ottima fiction. I protagonisti reali di questi mondi affascinanti e ultratecnologici utilizzano nel quotidiano strumenti di sofisticata ingegneria le cui aziende produttrici si contano sulle dita di una mano. Una di queste aziende è italiana e ha la sua sede in provincia di Varese. È la Ugo Basile Srl di Gemonio. Abbiamo intervistato Silvia Achilli, giovane ingegnere della provincia di Piacenza, che da qualche mese lavora per questa società, eccellenza italiana nel mondo, come sviluppatore di firmware e software. E’ una bella sensazione pensare che, guardando qualche medico in prima linea alla tivù, alcuni degli strumenti con cui nella realtà vengono salvate le vite provengano dal nostro Paese e che siano pensati, sperimentati e prodotti da  alcuni talenti cresciuti sotto il Torrazzo.
Di che cosa si occupa esattamente?
La mia azienda realizza strumentazione per la ricerca bio-farmacologica ed io mi occupo della progettazione e realizzazione della parte tecnologica degli strumenti. Mi occupo del software cioè dei programmi che vengono utilizzati dagli utenti e del firmware, cioè del software che muove la macchina, integrato ad essa, non modificabile dall’utente...
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