Amato in tutto il mondo, ma radicato a Modena

Con 97 milioni di litri prodotti annualmente, un fatturato alla produzione di 370 milioni di euro e un valore al consumo di circa un miliardo di euro l’Aceto balsamico di Modena è una Igp di tutto rispetto nel panorama dei prodotti alimentari nazionali, tanto da collocarsi tra le top five delle specialità italiane a marchio di qualità europeo.
Di più: concorre sensibilmente all’export nazionale nel settore agrifood, visto che circa il 92% della produzione viene venduta all’estero, e almeno il 50% varca i confini dell’Unione europea. In questo senso prende corpo il ruolo del Balsamico di Modena quale «ambasciatore del made in Italy», lo ha definito Federico Desimoni, direttore generale del Consorzio di Tutela in un seminario che si è tenuto mercoledì 13 marzo alla SMEA, l’Alta scuola di management ed economia agro-alimentare dell’Università Cattolica di Cremona, dedicato proprio al case study di questo straordinario prodotto di origini antichissime che ha saputo valicare i confini del nostro Paese per conquistare i palati in ogni angolo del mondo...
Di più: concorre sensibilmente all’export nazionale nel settore agrifood, visto che circa il 92% della produzione viene venduta all’estero, e almeno il 50% varca i confini dell’Unione europea. In questo senso prende corpo il ruolo del Balsamico di Modena quale «ambasciatore del made in Italy», lo ha definito Federico Desimoni, direttore generale del Consorzio di Tutela in un seminario che si è tenuto mercoledì 13 marzo alla SMEA, l’Alta scuola di management ed economia agro-alimentare dell’Università Cattolica di Cremona, dedicato proprio al case study di questo straordinario prodotto di origini antichissime che ha saputo valicare i confini del nostro Paese per conquistare i palati in ogni angolo del mondo...
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