Il Gruppo Arvedi punta a una decisa crescita e al rafforzamento patrimoniale

15 MAG 17
Ultimo aggiornamento: 18:2416 MAG 25
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Terminata a Cremona e a Trieste la fase di investimenti relativi alla espansione della capacità produttiva in quello che è ritenuto il più moderno polo produttivo siderurgico d’Europa, attraverso la rivoluzionaria tecnologia Arvedi ESP e il rafforzamento delle linee di finitura a valle, e superati brillantemente, grazie all’innovazione tecnologica e allo sviluppo di prodotti ad alto valore aggiunto, gli anni difficili della siderurgia (dal 2008 al 2015), il Gruppo Arvedi conta di raggiungere per il 2017 un margine operativo lordo consolidato superiore al 16% dei ricavi.
Dal 2007, in un periodo in cui la siderurgia europea ha registrato una riduzione della domanda del 25% e un calo dei prezzi del 50%, il Gruppo ha investito quasi 1,5 miliardi di euro in Italia, dotando gli impianti di tecnologie all’avanguardia e incrementando la produzione di prodotti finiti da 1,5 a oltre 4 milioni di tonnellate annue, riuscendo a mantenere una redditività costante prossima al 10% di EBITDA.
Secondo i dati di pre-consuntivo (che saranno sottoposti nelle prossime settimane all’approvazione del Consiglio di Amministrazione), nel 2016, il Gruppo Arvedi ha fatturato circa 2,2 miliardi di euro, realizzato oltre 4,3 milioni di tonnellate di prodotti finiti, impiegato oltre 3.600 dipendenti e raggiunto un MOL consolidato di 268 milioni di euro, pari al 12% dei ricavi.
Grazie ai cospicui investimenti realizzati, nei prossimi anni il Gruppo potrà proseguire il percorso di sviluppo e dedicarsi al rafforzamento della propria solidità patrimoniale attraverso una significativa riduzione dell'indebitamento finanziario netto, prevedendo - a fine 2017 - un leverage ratio < 2, in riduzione progressiva fino a un livello inferiore a 1 nel 2020.
In questi anni il Gruppo ha concentrato gli sforzi per migliorare e ampliare la gamma dei prodotti di qualità al fine di raggiungere nuovi clienti e mercati, ottimizzando così le marginalità.
Nelle scorse settimane, inoltre, è stato installato a Cremona un nuovo forno elettrico di ultima generazione, alimentato in parte dalla ghisa prodotta nello stabilimento di Servola (Trieste) e in grado di aumentare la capacità produttiva di circa 400.000 tonnellate di acciai speciali, che saranno trasformate in coils laminati a freddo dal moderno impianto triestino, nonché di ridurre ulteriormente gli impatti di natura ambientale.
Obiettivo di questo ultimo investimento, di cui si avvia l’operatività in questi giorni, è duplice: da una parte apportare un ulteriore avanzamento tecnologico all’impianto produttivo, in grado di consentire un’importante riduzione dei costi energetici e dell’impatto ambientale, dall’altro incrementare la capacità produttiva per le successive fasi di lavorazione di laminazione a freddo previste nel sito di Trieste.
Non sono previsti nel medio periodo altri investimenti di rilievo nelle aziende del Gruppo e in particolare a Trieste e Cremona, perché gli stabilimenti possiedono tutti i requisiti per produrre in efficienza e a pieno regime per diversi anni.
Giovanni Arvedi, Presidente dell’omonimo gruppo siderurgico: “Siamo particolarmente soddisfatti perché finalmente iniziamo a raccogliere i frutti del duro lavoro svolto dal Gruppo, a tutti i livelli, in questi ultimi anni”.
“Confidiamo che nei prossimi anni il settore recuperi il terreno perduto in questi anni non solo per la crisi che ha colpito duramente il comparto siderurgico ma anche a causa della pressione subita dalle importazioni ‘no fair’, in dumping, in particolare dei produttori cinesi ma anche russi, ucraini, iraniani, serbi e brasiliani”.
“Grazie alla tecnologia Arvedi ISP/ESP potremo presto cogliere nuove e importanti opportunità sul mercato internazionale, anche attraverso importanti partnership con grandi player globali”.