La «maglia rosa» di Apis

18 FEB 14
Ultimo aggiornamento: 14:52 | 16 MAG 25
Immagine di La «maglia rosa» di Apis
E’ iniziato tutto da lì, dal cappellino. Storico capo di abbigliamento dei ciclisti, diventato il simbolo dell’azienda Apis di Vescovato. Una storia che ha avuto inizio cinquant’anni fa grazie alla creatività e all’intraprendenza di Gino Bregalanti e della moglie Serafina. Lui, Gino, spirito vagabondo erede dei vecchi commercianti vescovatini che non badavano a compiere centinaia di chilometri in bicicletta per concludere i loro affari.
Nel 1957, insieme a molti altri commercianti della zona, Bregalanti e la moglie iniziarono a seguire il Giro d’Italia con una vecchia auto, sulla quale venivano caricati pacchi contenenti una stecca di torrone, una maglietta e altri prodotti tipici cremonesi. Nacque così, un po’ per caso, l’idea vincente: fabbricare un cappellino da corridore (il primo era di plastica) da inserire nel pacco. L’idea funzionò immediatamente e l’anno seguente il cappellino diventò di stoffa, con la medaglia di papa Giovanni XXIII. Quindi arrivò il primo ordine da una grande azienda sponsor di una squadra ciclistica, la Pezziol. Il primo ordine fu di 100 mila cappellini: una vera e propria impresa per Gino e Serafina che riuscirono comunque a consegnarli entro il termine stabilito. In quel momento nacque...
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