Decreto inadeguato

Il Decreto Flussi rappresenta una misura annuale per regolare l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia, ma, a giudizio della CGIL, presenta numerose criticità, soprattutto per province con una forte vocazione agricola come Cremona. Giulio Gennari, Responsabile dell’Ufficio Migranti CGIL Cremona, offre una visione critica di questa normativa, evidenziando le problematiche e proponendo soluzioni per migliorare le condizioni dei lavoratori migranti.
Il Decreto Flussi è stato pensato per regolamentare l’ingresso dei lavoratori stranieri. Quali sono, secondo lei, le principali criticità di questa normativa?
«Da un lato, riconosce la necessità di manodopera straniera in alcuni settori specifici, come l’agricoltura e l’edilizia; dall’altro, presenta criticità legate alla sua applicazione. Il sistema risulta estremamente burocratico e complesso, spesso inadeguato a rispondere alla reale domanda di lavoratori sul territorio. Inoltre, le quote disponibili sono insufficienti per coprire le effettive necessità, con un focus troppo ristretto su alcune categorie professionali, mentre altri settori che necessitano di forza lavoro restano esclusi».
«Da un lato, riconosce la necessità di manodopera straniera in alcuni settori specifici, come l’agricoltura e l’edilizia; dall’altro, presenta criticità legate alla sua applicazione. Il sistema risulta estremamente burocratico e complesso, spesso inadeguato a rispondere alla reale domanda di lavoratori sul territorio. Inoltre, le quote disponibili sono insufficienti per coprire le effettive necessità, con un focus troppo ristretto su alcune categorie professionali, mentre altri settori che necessitano di forza lavoro restano esclusi».
Come si riflettono queste problematiche nella realtà cremonese?
«In una provincia come Cremona, dove il settore agricolo ha un forte peso, la domanda di manodopera, specie stagionale, è elevata. Tuttavia, il Decreto Flussi non risponde adeguatamente a questa esigenza. Invece di favorire un ingresso regolare e stabile di lavoratori, spesso alimenta la precarietà e il lavoro nero. L’ideale sarebbe concentrarsi sulla regolarizzazione dei lavoratori già presenti sul territorio, che altrimenti rischiano di cadere in un circolo di sfruttamento e irregolarità». (...)
«In una provincia come Cremona, dove il settore agricolo ha un forte peso, la domanda di manodopera, specie stagionale, è elevata. Tuttavia, il Decreto Flussi non risponde adeguatamente a questa esigenza. Invece di favorire un ingresso regolare e stabile di lavoratori, spesso alimenta la precarietà e il lavoro nero. L’ideale sarebbe concentrarsi sulla regolarizzazione dei lavoratori già presenti sul territorio, che altrimenti rischiano di cadere in un circolo di sfruttamento e irregolarità». (...)
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