Materie prime a peso d’oro e introvabili

Negli ultimi sei mesi si è assistito a rincari importanti sulle materie prime. Tutto ciò ha creato non pochi problemi soprattutto alle piccole e medie imprese». Con William Grandi, presidente della Piccola Industria di Confindustria Cremona, approfondiamo i risvolti di questo fenomeno al quale il Comitato Piccola Industria di Cremona ha dedicato un webinar che si è tenuto i giorni scorsi con l’intervento di Ciro Rapacciuolo – Economist e Responsabile per congiuntura e previsioni del Centro Studi Confindustria.
Presidente, quali sono le cause principali di questi rincari?
«Per i dati a nostra disposizione dal Centro Studi di Confindustria, tutto parte dal fattore Covid. Già lo scorso anno, la pandemia ha portato ad un disallineamento degli scambi commerciali a livello mondiale. Non è una situazione, quindi, solamente italiana. Ed è di difficile controllo da parte delle aziende».
«Per i dati a nostra disposizione dal Centro Studi di Confindustria, tutto parte dal fattore Covid. Già lo scorso anno, la pandemia ha portato ad un disallineamento degli scambi commerciali a livello mondiale. Non è una situazione, quindi, solamente italiana. Ed è di difficile controllo da parte delle aziende».
Quali sono stati i fattori determinanti?
«Prima di tutto una diminuzione dei consumi durante il periodo pandemico, che ha condotto ad una restrizione dei mercati del petrolio. Era inevitabile pensando ad una riduzione dei consumi dei trasporti, anche aerei e navali. Gli scambi sono diminuiti, in particolar modo, tra Europa e Cina. Spesso ci dimentichiamo che il passaggio merci è gestito, tramite navi, da cinque, sei, compagnie a livello mondiale. La soluzione ad oggi non c’è, nella misura in cui non è un singolo problema da affrontare, ma un sistema su cui fare analisi e riflessioni».
«Prima di tutto una diminuzione dei consumi durante il periodo pandemico, che ha condotto ad una restrizione dei mercati del petrolio. Era inevitabile pensando ad una riduzione dei consumi dei trasporti, anche aerei e navali. Gli scambi sono diminuiti, in particolar modo, tra Europa e Cina. Spesso ci dimentichiamo che il passaggio merci è gestito, tramite navi, da cinque, sei, compagnie a livello mondiale. La soluzione ad oggi non c’è, nella misura in cui non è un singolo problema da affrontare, ma un sistema su cui fare analisi e riflessioni».
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