Arvedi: investimenti per 200 milioni

I conti del Gruppo Arvedi per il 2020, ancorché condizionati dagli effetti della pandemia e dall’adeguamento tecnologico del forno elettrico, chiudono con un risultato netto più contenuto rispetto all’anno precedente, ma sicuramente positivo vista la particolare contingenza in cui si è trovato a operare il mercato siderurgico globale. Al 31 dicembre l’utile netto è stato superiore a € 34,5 milioni, in diminuzione rispetto ai 56,5 milioni del 2019. La redditività si è tuttavia mantenuta su livelli soddisfacenti, ben superiori a quelli dei maggiori competitori, nonostante l’impatto negativo sulla domanda dovuto alla chiusura di molte attività a seguito dell’emergenza sanitaria, che ha determinato una contrazione dei prezzi di vendita.
La consolidata posizione di mercato e la leadership tecnologica sostenuta da un importante piano di investimenti, che non ha subito rinvii o ritardi, hanno consentito al Gruppo Arvedi, in un anno oggettivamente difficile, di aumentare l’occupazione a più di 3.800 unità in Italia. Nell’ultimo decennio il trend positivo dei volumi prodotti e venduti è stato pressoché sempre in controtendenza rispetto al mercato dei prodotti piani europei. Il decremento dei volumi nel 2020 è stato inferiore alla media registrata sul mercato europeo.
La consolidata posizione di mercato e la leadership tecnologica sostenuta da un importante piano di investimenti, che non ha subito rinvii o ritardi, hanno consentito al Gruppo Arvedi, in un anno oggettivamente difficile, di aumentare l’occupazione a più di 3.800 unità in Italia. Nell’ultimo decennio il trend positivo dei volumi prodotti e venduti è stato pressoché sempre in controtendenza rispetto al mercato dei prodotti piani europei. Il decremento dei volumi nel 2020 è stato inferiore alla media registrata sul mercato europeo.
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