Mai staccata la spina

Ciro Varesi, Segretario Generale della FLAEI-CISL Asse del Po, fa il punto sul momento che sta vivendo il comparto elettrico, con particolare riferimento alla situazione cremonese.
Com’è la situazione dopo un anno e mezzo dall’inizio della pandemia?
«Sicuramente come comparto elettrico siamo stati tra i più fortunati perché le società più grosse e i gruppi più grandi come A2A ed Enel ci sono venute incontro per quanto riguarda ad esempio lo smart working: siamo rimasti operativi per tutto il tempo e abbiamo continuato a lavorare come tali».
«Sicuramente come comparto elettrico siamo stati tra i più fortunati perché le società più grosse e i gruppi più grandi come A2A ed Enel ci sono venute incontro per quanto riguarda ad esempio lo smart working: siamo rimasti operativi per tutto il tempo e abbiamo continuato a lavorare come tali».
Dal punto di vista occupazionale invece?
«Da un punto di vista occupazionale non abbiamo risentito minimamente della situazione. Dopo un anno la redditività delle aziende è stata buona con utili maggiori rispetto a inizio pandemia e questo ha fatto sì che non ci fossero nemmeno potenziali cadute di richieste di elettricità come si sarebbe potuto immaginare se molti stabilimenti avessero chiuso».
«Da un punto di vista occupazionale non abbiamo risentito minimamente della situazione. Dopo un anno la redditività delle aziende è stata buona con utili maggiori rispetto a inizio pandemia e questo ha fatto sì che non ci fossero nemmeno potenziali cadute di richieste di elettricità come si sarebbe potuto immaginare se molti stabilimenti avessero chiuso».
Che prospettive ci sono ora?
«Ci si aspetta da settembre un lento ritorno alla normalità, anche se sicuramente non sarà più come prima. Bisogna dire che l’azienda più grande del settore già da un paio d’anni aveva cominciato a sviluppare uno smart working e posso prevedere a fronte di questa pandemia ci possa essere da parte anche delle altre un incremento di questa modalità. La gente ha voglia di tornare alla normalità, lo smart working aliena un po’ le persone che sono abituata a lavorare a stretto contatto con una socialità differente e che si sentono un po’ distanti. Tuttavia comprendiamo che siamo un settore per certi versi privilegiato».
«Ci si aspetta da settembre un lento ritorno alla normalità, anche se sicuramente non sarà più come prima. Bisogna dire che l’azienda più grande del settore già da un paio d’anni aveva cominciato a sviluppare uno smart working e posso prevedere a fronte di questa pandemia ci possa essere da parte anche delle altre un incremento di questa modalità. La gente ha voglia di tornare alla normalità, lo smart working aliena un po’ le persone che sono abituata a lavorare a stretto contatto con una socialità differente e che si sentono un po’ distanti. Tuttavia comprendiamo che siamo un settore per certi versi privilegiato».
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