Obiettivo ricostruzione

Fino al mese di gennaio 2020 tutti gli indicatori facevano ben sperare in una ripresa del settore e la filiera che dopo la crisi del 2008, ha riportato una perdita di oltre 600mila posti di lavoro, grazie alle azioni delle parti sociali e agli interventi legislativi, aveva intrapreso la strada della crescita. A dirlo è Enrico Vizza, Segretario Generale FENEALUIL Lombardia - Milano, Cremona, Lodi e Pavia. Poi però è arrivata l’emergenza Covid che ha fermato di nuovo il settore di costruzioni ed edilizia. Una nuova crisi che, sul territorio cremonese, presenta riduzioni, in termini di massa salari, del 73% nel confronto tra aprile 2019 e 2020 (su marzo, il saldo è stato di -51%, a maggio -16%: la media è di una perdita del 46%, nda). Le ore di cassa integrazione sono passate da 1.560 di marzo 2019 a 101.580 dello stesso mese di quest’anno, salite poi a 179mila ad aprile (nel 2019 erano state 6.833).
Numeri allarmanti, ma ora c’è qualche segno di ripresa?
Era circa un anno che i risultati in aumento, soprattutto nelle grandi città: Cremona, come anche Lodi e Pavia, pagano invece il prezzo di essere più piccole, per cui servono interventi di tipo urbanistico. Dopo il lockdown, ora una ripartenza c’è stata perché l’edilizia, aiutata anche dal fatto di lavorare all’aperto, è un settore un po’ meno a rischio degli altri. Nelle grandi città numeri che indicano una ripartenza ci sono, però bisognerà colmare la perdita, per cui chiuderemo l’anno in negativo. Di sicuro, però, è un’occasione per tornare a rimettere al centro edilizia e costruzioni e tutto il percorso che c’è dietro, fatto da una filiera di una ventina di settori.....
Era circa un anno che i risultati in aumento, soprattutto nelle grandi città: Cremona, come anche Lodi e Pavia, pagano invece il prezzo di essere più piccole, per cui servono interventi di tipo urbanistico. Dopo il lockdown, ora una ripartenza c’è stata perché l’edilizia, aiutata anche dal fatto di lavorare all’aperto, è un settore un po’ meno a rischio degli altri. Nelle grandi città numeri che indicano una ripartenza ci sono, però bisognerà colmare la perdita, per cui chiuderemo l’anno in negativo. Di sicuro, però, è un’occasione per tornare a rimettere al centro edilizia e costruzioni e tutto il percorso che c’è dietro, fatto da una filiera di una ventina di settori.....
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