Tre giorni di “libero teatro”: ecco Palcoscenico Cremona

13 APR 23
Ultimo aggiornamento: 20:0216 MAG 25
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Francia, 1784: Gabriel De Beumont, attore di dichiarata fama riceve un invito a palazzo da un misterioso mecenate e amante dell’arte, un marchese. Al suo arrivo viene accolto da un cameriere fin troppo erudito. Ha così inizio un cinico gioco dialogico che, attraverso una serie di trappole retoriche, porterà lentamente la vittima designata a perdersi in un pericoloso labirinto di apparenze. Il testo descrive l’incontro fra due mondi, la borghesia in ascesa e l’ormai decaduta - o decadente - nobiltà, incarnate rispettivamenta da un giovane e ambizioso attore di successo e da un aristocratico, espressione di una élite di potere ormai condannata alla fine ma ancora custode di antichi valori e ideali, tra cui l’amore per la verità - e che fa dell’abitudine a un’arrogante, quanto spietata sincerità, una virtù. Sullo sfondo la Francia di fine Settecento, alle soglie della Rivoluzione Francese, dopo il fulgore dell’Età dei Lumi e il trionfo della ragione, per un duello di parole che indaga il senso stesso del fare teatro, la sua capacità di evocare atmosfere, storie e personaggi per farli vivere sulla scena, di mostrare gli aspetti più oscuri e inquietanti della natura umana, di esorcizzare i propri demoni attraverso la catarsi - al di là del bene e del male...
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