«La “mia” Napoli, città dai due volti così bella e tragica»

Combattere la criminalità - bloccando il suo tentativo d’entrare subdolamente nei luoghi del Potere, d’insinuarsi fra le pieghe della Pubblica Amministrazione, di pervertire all’odio la società civile a cominciare dall’età più giovane - attraverso il sempre utile strumento della Cultura: è così che si favorisce un dialogo che sia costruttivo, un confronto che voglia definirsi leale, un’apertura mentale che senz’altro serva a dare l’avvio a un percorso virtuoso. Eccoli, alcuni degli elementi che Alessandro Gallo - scrittore, attore e regista teatrale d’origine napoletana - affronterà oggi (venerdì 25 novembre) nel corso dello spettacolo “L’inganno”, in programma (ore 21) presso l’Auditorium Comunale quale evento conclusivo della fortunata rassegna “Sospiro a Teatro”. Un’opera - proposta al pubblico in forma di monologo - di valore davvero straordinario, in cui il performer partenopeo (da tempo trasferitosi nel Nord dell’Italia, per una condivisibile scelta personale) - come ha scritto Mario Bianchi sulla testata giornalistica “Krapp’s Last Post” - «ci parla di mafia partendo dal suo vissuto cercando di entrare nelle viscere della “sua” Napoli, una città che si scontra quotidianamente con una realtà sempre pervasa da “sfumature” mafiose». «“L’inganno” altro non è che il resoconto della mia adolescenza vissuta sotto il cielo di Napoli, a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta. Il mio intervento sul palcoscenico non risparmia nulla: parlo dell’amore, della passione per il football, dello spaccio della droga, del diffondersi della criminalità (anche di quella giovanile, ahimè). Napoli è una città dai due volti, come lo è buona parte delle metropoli italiane ed estere...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 1 DICEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT