Giorgio Albertazzi al Bellini di Casalbuttano: ve l’insegno io l’americano

«Sul mio passaporto c’è scritto: attore. In realtà faccio anche il regista, lo sceneggiatore, il riduttore di romanzi per la televisione e ora l’autore teatrale». E pensare che il suo sogno nel cassetto è sempre stato quello di fare lo scrittore. Accento toscano e ironia graffiante: sono i tratti distintivi di Giorgio Albertazzi, classe 1923, che inaugura sabato 19 ottobre la stagione teatrale del Bellini di Casalbuttano. Porterà in scena le “Lezioni americane” di Italo Calvino, per la regia di Orlando Forioso, la prima del tour nazionale che proseguirà a novembre al Teatro Ghione di Roma. Con lui, sul palco, l’attrice Stefania Masala e l’accompagnamento di un violoncello. In scena, anche un occhio-telecamera che ‘insegue’ Albertazzi, filmandolo insieme ai suoi appunti, agli schizzi, ai disegni, ai quadri, ai libri, agli oggetti. Nulla più. Se non il desiderio di un giovane, come disse Alberto Moravia, che «vede la letteratura come una donna amata, bellissima, ritrosa e lontana, e la vuole conquistare».
«Sono ansioso di tornare a Cremona – racconta l’attore – dove avevo già recitato nel 2000. È una città da cui mi aspetto molto». E confida: «Non mancherò di portare a casa del buon torrone». Ma subito si fa serio parlando dello spettacolo in cartellone a Casalbuttano, una rivisitazione di ciò che aveva già messo in scena a Parigi alcuni anni fa. «Le “Lezioni americane” sono cinque conferenze scritte nel 1985 da Calvino per le “Charles Eliot Norton Poetry Lectures” della Harvard University – spiega Albertazzi –. Le conferenze riguardano diversi temi: la Leggerezza, la Rapidità, L’Esattezza, la Visibilità, la Molteplicità, cinque valori da approfondire da un punto di vista letterario, certo, ma anche come elementi del nostro vivere quotidiano. Io ho scelto di concentrarmi sulla prima: credo che la Leggerezza sia una grazia, un dono, soprattutto nel periodo in cui stiamo vivendo, un modo per avvicinarsi alla verità delle cose. La leggerezza non è una fuga, ma uno sguardo diverso sulle cose».
«Sono ansioso di tornare a Cremona – racconta l’attore – dove avevo già recitato nel 2000. È una città da cui mi aspetto molto». E confida: «Non mancherò di portare a casa del buon torrone». Ma subito si fa serio parlando dello spettacolo in cartellone a Casalbuttano, una rivisitazione di ciò che aveva già messo in scena a Parigi alcuni anni fa. «Le “Lezioni americane” sono cinque conferenze scritte nel 1985 da Calvino per le “Charles Eliot Norton Poetry Lectures” della Harvard University – spiega Albertazzi –. Le conferenze riguardano diversi temi: la Leggerezza, la Rapidità, L’Esattezza, la Visibilità, la Molteplicità, cinque valori da approfondire da un punto di vista letterario, certo, ma anche come elementi del nostro vivere quotidiano. Io ho scelto di concentrarmi sulla prima: credo che la Leggerezza sia una grazia, un dono, soprattutto nel periodo in cui stiamo vivendo, un modo per avvicinarsi alla verità delle cose. La leggerezza non è una fuga, ma uno sguardo diverso sulle cose».
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