Concerti in piazza del Comune? Se amplificati, "no grazie!"

Ricordo un vecchio capo servizio del quotidiano La Provincia che per fare un paradosso diceva: “È come mettere una cravatta di Hermes a un maiale”. È una frase un po’ cruda e volgarotta ma che mi è rimasta impressa, perché rende l’idea. Cosa voglio arrivare a teorizzare? Che la fisiologia delle cose si può adattare fino a un certo punto, ma non la si può snaturare. Mi riferisco alle piazze d’Italia, le più belle del mondo, un portato di storia, arte, bellezza, cultura. Alcune sono millenarie e sono nate quando ancora non esistevano le carrozze, figuriamoci gli amplificatori. Per arrivare a noi, nelle scorse settimana in piazza del Comune a Cremona si sono tenuti due concerti, in rapida successione (5-6 settembre), di Fatboy Slim e di Elio e le Storie Tese. Le polemiche sono state inferiori agli anni passati, segno che l’amplificazione è stata contenuta entro certi limiti e così anche l’orario di chiusura degli eventi. C’è stata qualche lamentela da parte dei gestori dei locali affacciati sulla piazza i quali hanno dovuto rinunciare ai loro plateatici, e in effetti è abbastanza paradossale che queste manifestazioni nate (sulla carta) anche per offrire un indotto al commercio della città di fatto lo riducano. Comunque, a onor del vero, parliamo di un disagio limitato a un paio di giorni. In ogni modo il (...).
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