Perfetto ingranaggio

Soffiava una piacevolissima brezza primaverile, la scorsa domenica, sopra il palcoscenico del teatro “Ponchielli”: ha portato con sé freschezza, vivacità e allegria. Elementi, questi, utili a ben caratterizzare l’enorme successo fatto registrare (nell’ambito della rassegna “Le domeniche pomeriggio”) da “La vedova allegra”, la frizzante operetta - un evergreen su cui puntare sempre senza alcun indugio - tratta dal libretto di Victor Léon e di Leo Stein, e rivisitata, attraverso una chiave di lettura senz’altro originale e grazie a sapide “spruzzate” d’ironia, dalla Compagnia guidata da Corrado Abbati. Un piccolo gioiello immune dai capricci del tempo: così, in estrema sintesi, si può riassumere il capolavoro musicato da Franz Lehàr, in cui il nucleo di artisti s’è distinto, ancora una volta, per qualità e per simpatia dimostrando di meritare gli scroscianti applausi che la platea cremonese (folta, composita e decisamente esuberante) gli ha riservato al termine delle oltre due ore di spettacolo. «Un’emozione, un’esperienza sensitiva che si stampa a lungo nella memoria di chi l’ascolta»: la critica specializzata ha sempre descritto in maniera lusinghiera “La vedova allegra”, un immaginario puzzle in cui, oggi ancora, trovano spazio...
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